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A. Honneth, La famiglia tra giustizia e legame affettivo
in "La Società degli individui", 5, II, 1999, pp. 5-24



Una scheda di lettura

La famiglia si è trovata al centro di contrasti normativi e morali rispetto a tre ambiti che si sono rivelati problematici: il matrimonio, l'educazione dei figli, il patrimonio. Ciò nonostante il fatto che si sia affermata come sfera del privato, ovvero esclusa dalle controversie politico-morali.
Sulla base di queste assunzioni, l'ipotesi di partenza di Honneth è che la controversia muova dalla sfera privata verso quella pubblica: la famiglia moderna è infatti minacciata da un processo interno di sfaldamento affettivo.
Come si è arrivati a questo problema, e in che modo è possibile risolvere le controversie morali che questo processo pone?

1. in primo luogo Honneth si propone di ricostruire il dibattito sulla famiglia degli ultimi duecento anni e individua due punti deboli con cui oggi la famiglia si confronta: il primo è il processo di deconvenzionalizzazione legato, secondo l'autore, al fatto che l'elemento vincolante nel matrimonio sono solo i vincoli affettivi, i quali non hanno alcun potere obbligante. Ciò appare dall'interno come un elemento di liberazione, mentre dall'esterno la crescente deistituzionalizzazione della famiglia produce la pluralizzazione dei modelli familiari e genera ciò che Habermas definisce "sublime abbandono" nei confronti di donne e bambini. Il secondo processo è il progressivo cadere dei ruoli sessuali legato all'ingresso delle donne nel mondo del lavoro. Questi due processi comunicativi, afferma Honneth, si sviluppano all'interno della famiglia.
Ma quali sono i paradigmi morali che abbiamo per risolverli?

2. Honneth si riferisce alla critica di Hegel alla formulazione kantiana del matrimonio per mostrare come i modelli proposti dai due filosofi siano tra loro antitetici.
Kant considerò il matrimonio un contratto tra due soggetti autonomi, a partire dal proprio concetto di autonomia morale: solo l'assicurazione reciproca di uguali diritti crea le garanzie per l'autonomia morale di entrambi i coniugi. Ciò anche, spiega l'autore, perché Kant ereditò dalla tradizione cristiana un'idea peccaminosa del sesso.
Hegel aggiunge a questa giustificazione del matrimonio una seconda, tratta dall'Antico Testamento, fondata sulla qualità morale della relazione sentimentale; la famiglia non può essere una semplice relazione giuridica perché basata sull'amore. Così il modello di Kant e quello di Hegel propongono due paradigmi: il primo, che Honneth chiama giuridico, stabilisce che all'interno della famiglia valgano gli stessi criteri di giustizia validi fuori di essa, e ha come presupposto che la relazione morale tra i membri della famiglia si basi su un sistema di diritti e di doveri. Il secondo al contrario ritiene giuste le azioni volte ad ottenere un adeguato soddisfacimento di bisogni particolari dei membri della famiglia, anche a scapito dell'autonomia morale di altri componenti della stessa, quando tali azioni siano orientate da sentimenti positivi.

3. Questi modelli si presentano come opposti, e tuttavia Honneth ritiene sia necessario integrarli al fine di risolvere il problema da cui il suo testo muove: risolvere i conflitti morali interni alla famiglia moderna.
Leggendo i modelli di Kant e di Hegel secondo una linea evolutiva, egli nota come l'appello universalistico volto a riconoscere le ingiustizie ovunque, nella famiglia come fuori, porta all'abbandono di quella forma dell'interazione morale tipica delle famiglie in cui il legame emotivo non sembra ancora distrutto. Le emozioni infatti differiscono dalle obbligazioni generali e richiedono particolarismo. Dare importanza agli affetti, secondo Honneth, è tra l'altro del tutto in linea con la tendenza che ha visto nel corso dei secoli il matrimonio sempre più legato all'amore. Al contrario, senza amore la famiglia si trasformerebbe in un mero rapporto di cooperazione. Hegel, tuttavia, mancò nel non aver pensato che la cura reciproca potesse per qualcuno non essere soddisfacente e che potessero da ciò nascere tensioni.

4. Così, conclude Honneth, l'identità morale delle famiglie moderne dipende dalle forme dell'amore e della cura. Perciò i membri di esse devono sforzarsi di trovare, sui casi specifici, accordi non coercitivi sul punto in cui porre un limite alla validità dei principi della giustizia. Ciò può avvenire attraverso uno scambio discorsivo (Habermas) che trasformi posizioni razionali in posizioni affettive.


Ipertesto a cura di Francesca Di Donato (france[at]sssup.it) Valid XHTML 1.0!