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BFP - Home | Titoli :: schede di lettura: J.W. Scott, Il 'genere': un'utile categoria di analisi storica

J.W. Scott, Il 'genere': un'utile categoria di analisi storica
(Gender: A Useful Category of Historical Analysis, in "American Historical Review" 5/91, 1986 pagg. 1053-75)



Una scheda di lettura

Nel 1986 Joan W. Scott dà una definizione di genere (versione dell'inglese gender) destinata a divenire un punto di riferimento della teoria femminista successiva.
Nel corso dei secoli, nota la Scott, il termine è stato usato come termine grammaticale per evocare tratti caratteriali o sessuali, e solo in tempi recenti genere ha assunto significato in riferimento all'organizzazione sociale del rapporto tra i sessi. Nell'uso delle femministe americane degli anni Settanta, il termine voleva sottolineare la qualità fondamentalmente sociale delle distinzioni basate sul sesso; in particolare, gli elementi sui quali la nuova definizione si basava erano

1. il rifiuto del determinismo biologico e
2. l'aspetto relazionale.

L'uso del termine ha coinvolto una serie di posizioni teoretiche il cui elemento comune è il tentativo di elaborare una nuova prospettiva sintetizzante in grado di spiegare le continuità e le discontinuità e di dar conto del persistere delle diseguaglianze tra i sessi.
Joan Scott si propone di assumere il genere come categoria di analisi storica; nel fare questo, prende in esame le teorie esistenti e, dopo averne tracciato i limiti, dà la sua definizione del termine. Ciò che è importante è cogliere il duplice aspetto della costruzione culturale e della relazionalità implicita nel termine: perché i rapporti sono tali? Come funzionano? Come cambiano?

Scott individua tre posizioni teoriche:

- Femminismo e critica del patriarcato; il patriarcato, interpretato come bisogno maschile di dominare il femminile, è al centro di questo tipo di analisi. L'autrice obietta a quest'interpretazione il fatto che dia per scontata una differenza fisica 'naturale', e che non venga spiegato come questo bisogno di dominio maschile influisca sulla società.
- Critica femminista e tradizione marxista. Questo approccio, seppur più storico del primo, non lascia al genere uno statuto analitico proprio.
- Teorie delle francesi post-strutturaliste e delle angloamericane delle relazioni oggettuali. La Scott vi si sofferma in modo particolare e dà la propria definizione a partire da questa duplice teoria di comune matrice psicoanalitica.

Quello che occorre, scrive la Scott, è sottoporre continuamente le nostre categorie alla critica e le nostre analisi all'autocritica. Al posto della ricerca di origini uniche e della qualità fissa e permanente della contrapposizione binaria, è necessario comprendere i processi in quanto strettamente collegati.
La definizione dell'autrice si compone di due parti :

1. "gender is a constitutive element of social relationships based on perceived differences between the sexes, and
2.gender is a primary way of signifying relationships on gender." (p. 1071)


Nel primo significato, il genere riguarda quattro elementi correlati:
1. I simboli culturalmente accessibili, che chiama 'miti di luce/oscurità'
2. I concetti normativi che offrono rappresentazioni dei significati dei simboli.
3. L'idea di politica come riferimento alle istituzioni e alle organizzazioni sociali: - il sistema di parentela su cui gli antropologi hanno focalizzato la loro attenzione non basta da solo a chiarire come siano costruite le relazioni sociali; un'analisi adeguata deve riguardare anche il mercato del lavoro, istruzione e il sistema politico.
4. L'identità soggettiva.


La seconda proposizione è relativa all'aspetto più importante della definizione, ovvero le riflessioni teoriche sul genere come luogo di elaborazione del potere. "Non è la sessualità a ossessionare la società, ma la società a ossessionare la sessualità fisica", scrive Maurice Godelier (The origins of Male Domination, in "New Left Review", 127, maggio-giugno 1971, p. 17); le differenze fisiche sono chiamate in vario modo a legittimare le relazioni umane e sociali.
Nell'ultima parte del saggio, la Scott si sofferma sull'analisi di politica e potere, territorio poco esplorato e in cui materiali e problemi relativi alle donne hanno più difficoltà ad entrare. L'autrice applica la propria definizione ad alcuni esempi, mostrando come i significati di genere e potere si determinino a vicenda.
Per concludere, afferma la storica americana, è possibile scrivere la storia di tali processi solo riconoscendo che uomo e donna sono categorie vuote, prive di un significato definitivo e trascendente, e sovrabbondanti perché, anche se fisse, contengono al proprio interno definizioni alternative e differenti possibilità spesso negate.


Ipertesto a cura di Francesca Di Donato (france[at]sssup.it) Valid XHTML 1.0!