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Articoli recenti

08/07/2010

Tra riconoscimento e feticcio: Hegel-Marx-Freud. Note a margine di alcuni saggi di Roberto Finelli

Carla Maria Fabiani
Il paradigma hegeliano del Riconoscimento diventa il perno della formazione della soggettività politica moderna. Tale paradigma viene però messo in discussione dal Marx del Capitale, che rende la dimensione economica autonoma sia dalle dinamiche etico-politiche da quelle psichico-pratiche. IL confronto fra Hegel e Marx è ancora importante, perché ripropone un problema urgente: quello di riconsiderare l'economico in termini critici.

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01/07/2010

Ripensare filosoficamente il futuro nel XXI secolo

Valerio Contini
Il mondo attuale, destrutturato, aperto, indeterminato, plurale, non è più leggibile con le categorie di pensiero tradizionali, ha perso oggettività diventando sempre più opaco, invisibile alla nostra comprensione teorica e sfuggente al nostro controllo pratico. Ciò vale, in particolare, per il futuro. Alla luce di questa condizione dell’uomo contemporaneo, questo lavoro si propone di discutere un interrogativo di fondo: è oggi proponibile, e se si in quale/i forma/e, una riflessione filosofica sul futuro? La discussione su questo punto viene sviluppata analizzando alcune tra le posizioni più significative elaborate dalla riflessione filosofica contemporanea intorno al tema del futuro (Attali, Augè, Beck, Innerarity, Rossi). Attorno a questo tema centrale vengono fatti ruotare una serie di interrogativi complementari (essenziali però per la discussione del tema di fondo): possiamo fare a meno di tornare oggi a pensare il futuro? Che rapporto può esistere oggi (se ne può esistere uno) tra riflettere filosoficamente sul futuro e tentare consapevolmente di orientarne il corso verso fini umanamente desiderabili? In che senso oggi ‘il futuro non è più quello di una volta’ e richiede quindi lo sviluppo di nuove dimensioni della speculazione? E’ possibile, e se sì in che modo, prevedere il futuro? Quale spazio può avere, se ne può avere uno, l’utopia in questo impegno a ripensare il futuro? Per dar forma a questa riflessione si è fatto riferimento, in particolare, a tre lavori recenti che hanno offerto, secondo modalità molto diverse, contributi decisivi per riavviare la riflessione sul tema del futuro: La società invisibile di Daniel Innerarity, Breve storia del futuro di Jacques Attali, Speranze di Paolo Rossi.

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22/06/2010

La violenza occulta. Violenze, abusi e maltrattamenti contro le persone anziane

Roberta Cavicchioli
Recensione a Giovanni B. Sgritta, Fiorenza Deriu, La violenza occulta. Violenze, abusi e maltrattamenti contro le persone anziane, Edizioni Lavoro, Roma, 2009.

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22/06/2010

L’aborto in Italia. Storia di una legge

Roberta Cavicchioli
Recensione a Giambattista Sciré, L’aborto in Italia. Storia di una legge, Mondadori, Milano, 2008, pp. 320.

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22/06/2010

Diritti, pace, democrazia e relazioni internazionali nel pensiero di Condorcet

Calogero Alberto Petix
La tutela dei diritti universali, l'origine consensuale del potere, l'universale razionalità della natura umana sono principi cardine di tutto il pensiero condorcetiano, che trovano, nella sua visione cosmopolitica l'espressione più compiuta del loro potenziale. Il saggio analizza il pensiero del filosofo e costituzionalista Condorcet in materia di relazioni internazionali, argomento quasi del tutto ignorato dalla critica storica. La proposta di Condorcet giunge in un momento di maturità della riflessione illuministica, sviluppatasi in Francia, sul tema del rapporto tra le nazioni e del cosmopolitismo. Nella prima parte del lavoro vengono analizzate le concrete proposte di riforma istituzionale avanzate dal filosofo prima e dopo la rivoluzione. Mettendo da parte l’utopica clausola del progetto dell’Abbé de Saint Pierre della rinuncia del diritto alla guerra da parte degli Stati, Condorcet cerca di trovare delle soluzioni per una pacifica composizione delle controversie tra le nazioni e per il graduale superamento della guerra, che ritiene un prodotto storico legato al contingente assetto politico. La soluzione individuata da Condorcet ruota innanzitutto attorno al principio del trasferimento del potere di fare la guerra e di dichiarare la pace dall’esecutivo al popolo. Nella fase rivoluzionaria, Condorcet può trasfondere le proprie convinzioni nella codificazione del primo progetto costituzionale repubblicano. Si cercano di comprendere, altresì, le ragioni della sua evoluzione dal pacifismo pre-rivoluzionario all’interventismo. Nella seconda parte del lavoro si esamina l’utopia cosmopolitica condorcetiana, basata sulla convinzione dell’esistenza di una ragione universale, fondamento sul quale edificare i futuri rapporti internazionali. L’approdo è quello di un’unificazione cosmopolitica agevolata dall’uso di una lingua universale e dal ruolo di guida ed esempio delle nazioni più avanzate nel processo di liberazione ed emancipazione di ciascun individuo da ogni forma di dispotismo e schiavitù materiale o culturale.

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20/04/2010

Dalla questione sociale alla questione razziale? Rappresentare la società francese

Serenella Pegna
Recensione a AA.VV. (a cura di Didier Fassin ed Eric Fassin), "De la question sociale à la question raciale? Représenter la société française", Paris, La Decouverte, 2006.

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06/04/2010

Contro natura. Omosessualità, chiesa e biopolitiche

Roberta Cavicchioli
Recensione a Filippo Trasatti, Contro Natura. Omosessualità, Chiesa e biopolitiche, Elèuthera, Milano, 2008.

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05/04/2010

Corporalmente corretto

Roberta Cavicchioli
Recensione a Michela Fusaschi, Corporalmente corretto, Note di Antropologia; Roma. Meltemi, 2008.

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04/03/2010

Per una nuova grammatica politica

Alfonso Liguori
Recensione a: Antonio Negri, Fabbrica di Porcellana. Per una nuova grammatica politica, Milano, Feltrinelli, 2008.

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