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M. Canto, The Politics of Women's Bodies: Reflections on Plato (1985)
in Feminist Interpretations of Plato, pp. 49-65



Una scheda di lettura
di Maria Chiara Pievatolo

Per politica femminista l'autrice intende una politica fondata sulla presenza delle donne, con i loro corpi, i loro lavori, le loro opere e la loro voce sono presenti in luoghi ove tutti possono vederle: una moderna utopia politica femminista potrebbe essere il controllo da parte delle donne di media o di ideologie le quali rendano impossibile che l'immagine della donna usurpi la sua realtà.
Stando così le cose Leggi 805d-807c ove si esige che il legislatore si occupi delle donne perché sono una metà della città, può essere letto come un manifesto politico femminista, che domanda la presenza femminile sulla scena politica.
La Repubblica, :che fa della procreazione il primo atto politico, rende presenti le donne ma tramite una identificazione delle funzioni civiche di uomini e donne. Le donne, qui, non sono più la rappresentazione dell'alterità: la città non può essere molteplice. Il tempo e il desiderio sono esorcizzati con le unioni ritualizzate in un periodo speciale, proprio per evitare ogni vera relazione con l'alterità.
Nelle Leggi lo stesso oggetto è trattato non dal punto di vista della possibilità, ma da quello della realtà politica. Qui l'alterità persiste e la politica si realizza nella forma di una composizione e non di una identità. La duplice natura della legge è espressa della distinzione, fatta dallo straniero Ateniese, fra la legge e il suo preambolo, che è il riassunto della sua storia e delle forze che ne minacciano la stabilità: questo dà alla legge una piena realtà politica. Il problema qui è fare i conti col tempo e col desiderio, che nella Repubblica avevano solo una realtà-limite, esorcizata tramite rituali.
Le donne sono l'alterità, che è la base della vita politica. Per questo la prima legge della città è la regolazione della generazione. Nella Repubblica la differenza stava fuori dalla città; nelle Leggi è dentro. La persistenza del gineceo rappresenta la persistenza dello spazio privato nella città, come condizione di dualità.
In questo senso, le Leggi sono il testo platonico più autenticamente politico e femminista.

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Ipertesto a cura di Francesca Di Donato (france[at]sssup.it) Valid XHTML 1.0!