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BFP - Home | Titoli :: schede di lettura: J. F. Smith, Plato, Irony and Equality (1983)

J. F. Smith, Plato, Irony and Equality (1983)
in Feminist Interpretations of Plato, pp. 25-48



Una scheda di lettura
di Maria Chiara Pievatolo

La posizione di Platone nei confronti delle donne è stato oscurata non solo dalla tendenza a leggere il suo testo in maniera destoricizzata, sulla base delle assunzioni culturali degli interpreti, ma anche dalla sua ambivalenza nei confronti delle donne e dal suo stile letterario ironico.
Anche la domanda se Platone fosse femminista merita una risposta ambivalente, perché egli non si occupa né dell'ideale liberale dell'uguaglianza fra i sessi, né dei temi cari alle femministe contemporanee, come l'eliminazione della discriminazione sessuale in campo economico ed educativo, la valorizzazione del "femminile" e la critica al dualismo che assume le donne come "l'altro".
La giustizia platonica è organica e funzionalistica: Platone argomenta a favore dell'uguaglianza fra i sessi per garantire che a ciascuno sia data la possibilità di compiere il lavoro che più gli addice. E riconosce, a differenza di Aristotele, che sono le relazioni culturali, sociali e politiche a formare quello che viene detto naturale nei ruoli sessuali e nel comportamento familiare. Il ruolo della donna e della famiglia è connesso alle relazioni di proprietà entro la forma di giustizia economica: se queste relazioni vengono messe in discussione, anche la donna e la famiglia devono essere riconsiderate. Queste tesi vengono proposte con un linguaggio ironico: un depotenziamento retorico cui Platone ricorre spesso allo scopo rendere accettabili idee che nella sostanza rimangono audaci.

Nel V libro della Repubblica l'uguaglianza femminile viene sostenuta dai seguenti argomenti:

- Argomento dell'inversione dell'onere della prova: se manca una prova definitiva della differenza sessuale, perché supporre che una educazione e una condizione sociale disuguale siano preferibili all'uguaglianza?
Il motivo di base di questo argomento, implicito, è l'idea che il fondamento educativo del processo di selezione del migliore debba essere il più ampio possibile. Platone è aristocratico, gerarchico ed elitista: ma il suo ideale di valorizzare i talenti richiede che questa possibilità sia offerta a tutti, in mancanza di prova scientifiche a favore di una differenza naturale.

-Argomento delle variazioni individuali: Platone anticipa le scoperte della psicologia contemporanea sostenendo che ci sono maggiori variazioni interindividuali entro un medesimo sesso che complessivamente fra i due gruppi sessuali. Infatti, le tanto celebrate differenze nell'abilità verbale e spaziale hanno una deviazione standard non superiore e 0.25-0.50: le differenze interindividuali sono molto maggiori. Inoltre le differenze intersessuali variano in relazione alla società, all'ambiente e alla cultura (per esempio fra gli Inuit sono pressoché assenti).

Platone non definisce rigorosamente che cosa si intende per natura: ma dal modo in cui argomenta si evince che per natura non intenda ciò che una persona di fatto fa bensì ciò che sarebbe capace di fare: in questa secondo senso, le "nature" sono distribuite individualmente e non per gruppi. I talenti individuali devono essere sviluppati e valorizzati senza discriminazioni, allo scopo di socializzarli per fini morali superiori. Tratti psichici, comportamenti, ruoli sociali non sono dati, ma frutto della cultura e dell'educazione; l'unico elemento anelastico è la dotazione individuale innata.
L'unica unità sociale della Repubblica è la famiglia: la riproduzione avviene tramite matrimoni ritualizzati stabiliti dal legislatore, su base eugenetica. I bambini sono allevati collettivamente da addetti di ambo i sessi. Le donne guardiane sono dunque libere dal compito dell'allevamento dei figli. Nelle società ove le donne fungono da madri i tratti e i comportamenti femminili sono trasmessi di madre in figlia (Chodorow): nello sviluppo del carattere del guardiano mancherebbe il fattore dell'influenza materna.
Julia Annas (Plato's Republic and Feminism, "Philosophy", 51, pp. 307-21) sostiene che la tesi che non esiste nessuna pratica peculiare alle donne non è femminista: Platone, infatti., usa questo argomento per dimostrare che non esiste una sfera tipicamente femminile, in quanto gli uomini sono migliori in tutto. Ma questa tesi concerne solo le medie dei gruppi e non implica che gli uomini sarebbero superiori a qualsiasi condizione, né che singole donne siano incapaci di fare meglio di singoli uomini. Inoltre, dalla tesi di Platone segue anche che, analogamente alle donne, gli uomini non hanno, in quanto tali, una sfera o un ruolo sociale speciale di loro esclusivo appannaggio.

Dalla definizione di giustizia e dalla tesi che i guardiani possiedono una certa natura che si trova sia negli uomini sia nelle donne segue che l'esclusione delle donne dall'educazione dei guardiani è sia ingiusta sia innaturale: Platone politicizza quello che fino ad allora passava per naturale, a differenza di Aristotele, per il quale la relazione fra uomo e donna non è un'unione per uno scopo deliberato ma una unione fra un dominatore naturale e il suo suddito (Politica, 1252a30).
Il principio platonico di specializzazione delle funzioni richiede infatti un principio di massimizzazione della funzionalità: una società funziona nel modo giusto quando ciascuna (e tutte) delle sue parti ha l'opportunità di svolge il compito che più le si addice. E' per questo fuorviante dire che il solo scopo della giustizia platonica è il bene della polis e non la giustizia di per se stessa.
Per quanto in Platone rimangano elementi di misoginia e di reificazione delle donne, il suo progetto educativo ha le potenzialità di rimuoverli; l'educazione alla guerra può sembrare maschilista, ma c'è una attenzione equivalente alla poesia e alla musica. Il progetto platonico, tuttavia, non può essere inteso come un progetto di uguaglianza universale: il suo scopo non è ottenere il meglio dalle donne, ma solo ottenere il meglio delle donne.


Ipertesto a cura di Francesca Di Donato (france[at]sssup.it) Valid XHTML 1.0!