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BFP - Home | Titoli :: schede di lettura: E.V. Spelman, Hairy Cobblers and Philosopher-Queens (1988)

E.V. Spelman, Hairy Cobblers and Philosopher-Queens (1988)
in Feminist Interpretations of Plato, pp. 87-107



Una scheda di lettura
di Maria Chiara Pievatolo

Nella Repubblica lo stato ideale di Platone si fonda sulla reciprocità del bisogno fra persone che hanno talenti diversi e fanno cose diverse: posto che le nature delle persone sono diverse, ciascuno vivrà al suo meglio, e lo stato sarà il migliore, se la divisione del lavoro sarà corretta. Per capire qual è la natura di una persona dobbiamo considerare lo scopo particolare in relazione a cui la esaminiamo: per esempio, avere o no i capelli è irrilevante in relazione all'esercizio del mestiere di calzolaio. Analogamente, uomini e donne sono diversi, in alcuni rispetti, ma questi rispetti sono politicamente irrilevanti.
Nel Menone Socrate sostiene che virtù di uomo e virtù di donna non possono essere diverse, se hanno lo stesso nome, che insiste sulla stessa idea. Platone, in generale, pensa che gli aspetti corporei siano irrilevanti per l'anima o che il sesso non appartenga agli aspetti corporei che sono rilevanti per l'anima. L'anima è invisibile e immutabile, a differenza del corpo, e può esistere senza di esso. E' il sensorio della conoscenza vera, delle idee. La scoperta dell'anima mette Platone in grado di vedere oltre il sesso delle persone. Se alcune donne hanno l'anima della filosofa regina, il sesso del loro corpo è irrilevante.
Ma nel testo platonico, altrove rispetto al V libro della Repubblica, ad alcuni passi delle Leggi e al Menone, fioccano gratuite osservazioni sessiste, che hanno lo scopo di illustrare in che modo vivono coloro che non trattano l'anima come superiore al corpo: sono le donne che diventano isteriche davanti alla morte, si fanno sopraffare dalle emozioni e non si sanno controllare. Fa eccezione Diotima, che però viene evocata in una discussione da cui le donne sono state escluse, per mantenerla seria.
Un'ipotesi di spiegazione potrebbe essere questa: la metempsicosi sembra suggerire che il corpo illustri le scelte dell'anima: dunque un corpo maschile dovrebbe corrispondere a un'anima nobile. Nella Repubblica le donne sono uguali agli uomini, ma solo nella misura in cui si comportano in un certo modo. La donna filosofa ha un'anima maschile, così come il maschio vile ha un'anima femminile. Del resto, la distinzione fra l'identità di genere e il sesso biologico è, ancor oggi, una delle spiegazioni più diffuse del fenomeno della transessualità.
La pretesa di femminismo di Platone si fonda sulla tesi che la biologia della donna non può stabilire il suo destino e che intelligenza e ragione delle donne dovrebbero essere chiamate a partecipare al governo dello stato. Ma il contesto in cui questo argomento si produce non è ugualitario: gli argomenti platonici dimostrano come sia possibile argomentare contro il sessismo senza toccare le altre forme di oppressione.


Ipertesto a cura di Francesca Di Donato (france[at]sssup.it) Valid XHTML 1.0!