Bollettino telematico di filosofia politica
Il labirinto della cattedrale di Chartres
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Ultimo aggiornamento 29 ottobre 2000

D. Boucher, Political Theories of International Relations, Oxford, Oxford University Press, 1998, 441 pp.

Gli sconvolgimenti del sistema internazionale avvenuti nello scorso decennio hanno favorito senza dubbio un rinnovato interesse della teoria e della filosofia politica per le discipline internazionalistiche. Allo stesso modo, anche queste discipline hanno avvertito l'esigenza d'estendere il proprio panorama teorico in direzione delle scienze umane. Dalla volontà di colmare un tale iato concettuale prende forma il volume Teorie politiche delle relazioni internazionali, il quale non solo rivisita a beneficio degli studiosi di teoria politica le tradizionali concezioni che interpretano i rapporti interstatali, ma fornisce anche un utile strumento concettuale a beneficio dei cultori delle discipline internazionalistiche 'applicate'. Per questa ragione, eludendo una ricostruzione storica, il lavoro si sviluppa seguendo alcune categorie interpretative ben definite, alle quali corrispondono le tre dottrine fondamentali delle relazioni internazionali.

La prima di queste è il realismo empirico, nel quale trovano espressione tanto la tesi classica di Tucidide, quanto le sue versioni moderne di Machiavelli e di Hobbes. La seconda è definita dall'autore la teoria dell'ordine morale universale, una dottrina che sposa la tesi della supremazia del diritto e della morale rispetto alla sfera propriamente 'politica', nella quale confluiscono le varie posizioni giusnaturalistiche, dall'età classica all'età moderna (Stoa, Tommaso d'Aquino, Vitoria, Grozio, Pufendorf, fino a giungere all'internazionalismo liberale di Locke e al cosmopolitismo kantiano). L'ultima categoria teorica è ricondotta alla formula della ragione storica, nella quale si ritrovano autori molto diversi tra loro, come Rousseau, Burke, Hegel e Marx. Il volume si conclude con una rassegna dei principali temi presenti nel dibattito attuale sulle relazioni internazionali, a ragione ricondotti al corpus degli argomenti sviluppati nel corso dell'esposizione sistematica. Il tema dell'identità nazionale chiarifica il dissidio tra le old continuous nations ed i paesi a più tarda unificazione, o addirittura in cerca d'unificazione. In relazione ad un tema siffatto, si ripropone con forza la questione del nazionalismo, la quale sul piano teorico permette di approfondire i presupposti filosofici di quel realismo empirico al quale le nazioni a più antica democratizzazione, oggi, oppongono una politica della differenza incentrata sullo sviluppo dei diritti umani. Infine, il tema dell'estensione del concetto di giustizia oltre i confini statali mette a fuoco il contrasto tra le proposte universalistiche della teoria politica contemporanea e quello stesso particolarismo che pure sembra persistere come un elemento non eludibile dei fenomeni politici - si pensi al dibattito tra i neocontrattualisti ed i comunitari: non importa in questa sede se nelle relazioni internazionali un tale particolarismo divenga lo stato oppure la nazione.

Tra i punti particolarmente interessanti vale la pena ricordare la parte del capitolo sul giusnaturalismo di Locke, Vattel e Kant dedicata alla "guerra giusta". La teoria lockeiana della proprietà è posta alla base del  rule of law, ed è interpretata come quello stesso elemento di discontinuità con l'assolutismo che ha determinato importanti conseguenze sul piano del diritto internazionale. Secondo le parole di Richard Cox, siamo di fronte ad "una teoria della sicurezza collettiva in embrione" (p. 260). Anche riguardo a Rousseau, l'autore si sofferma in modo particolare sulla questione del rapporto tra l'ordinamento statale e la guerra, ma in questa direzione le argomentazioni peccano forse di un riferimento non esplicitato alle tesi di Popper (pp. 300-303). In chiusura, annotiamo solamente il rilievo accordato alla figura di Hegel, non tanto nell'esposizione manualistica quanto nella visione generale entro la quale s'articola l'intero lavoro. Si fanno apprezzare in modo particolare le notazioni dell'autore poste a margine della tesi di Chris Brown sull'applicazione dello sviluppo storico-filosofico hegeliano al sistema internazionale; tali considerazioni sono volte a sfatare l'appartenenza di Hegel alla tradizione del nazionalismo (p. 392).

Nico De Federicis

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Il Bollettino telematico di filosofia politica è ospitato presso il Dipartimento di Scienze della politica della Facoltà di Scienze politiche dell'università di Pisa, e in mirror presso www.philosophica.org/bfp/

A cura di:
Brunella Casalini
Emanuela Ceva
Dino Costantini
Nico De Federicis
Corrado Del Bo'
Francesca Di Donato
Angelo Marocco
Maria Chiara Pievatolo

Progetto web
di Maria Chiara Pievatolo


Periodico elettronico
codice ISSN 1591-4305
Inizio pubblicazione on line:
2000


Il settore "Recensioni" curato da Nico De Federicis, Roberto Gatti, Barbara Henry, Maria Chiara Pievatolo.