Bollettino telematico di filosofia politica
Il labirinto della cattedrale di Chartres
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Ultimo aggiornamento 29 ottobre 2000

Edouard Lambert, Il governo dei giudici e la lotta contro la legislazione sociale negli Stati Uniti, Milano, Giuffrè, 1996.

Lo studio del comparatista francese Edouard Lambert, Il governo dei giudici e la lotta contro la legislazione sociale negli Stati Uniti (pubblicato nel 1921, adesso finalmente ristampato in un'ottima traduzione), rappresenta un significativo contributo alla grande riflessione giuridica europea degli anni Venti (il celebre saggio del Kelsen sulla giustizia costituzionale è del 1928 e quello di Schmitt sul ‘custode della costituzione’ del 1931) e come tale è stato al centro dell'at-tenzione della coeva dottrina d'oltralpe (Hauriou e Duguit lo ritennero, rispettivamente, remarquable brochure e excellent livre). 
Il lavoro, tuttavia, è sicuramente più noto per il titolo che per il suo contenuto, incentrato sull'analisi della giurisprudenza della Corte Suprema degli Stati Uniti tra il XIX ed il XX secolo. 
Proprio l'emblematica espressione ‘governo dei giudici’, nel sottolineare l'alterazione del principio di separazione dei poteri operata dagli sviluppi del judicial review nordamericano, vuole evidenziare tutta la peculiarità della complessa esperienza politico-istituzionale d'oltreoceano rispetto alla realtà europea: potenziale dinamicità dell'ordinamento di common law, diversità delle fonti all'interno del complesso sistema federale, approccio prevalentemente pragmatico allo studio del diritto, complessità strutturale della società. 
Così, attraverso i cases della giurisprudenza della Corte, il giurista francese non poteva non sottolineare quello che alla luce della tradizione costituzionale francese (assoluta preminenza della legge del Parlamento quale espressione della volontà popolare e conseguente rifiuto del principio di controllo giudiziario di costituzionalità) appariva una tendenza degenerativa del sistema statunitense: la progressiva tendenza della Corte a sostituirsi, con l'incremento dei suoi poteri ‘politici’, agli organi di diretta derivazione popolare (Presidenza e Congresso). 
In merito, com'è noto, grazie ai successivi sviluppi concettuali e alla complessiva evoluzione dei rapporti istituzionali, è stato possibile assistere alla progressiva affermazione di diversi si-stemi di giustizia costituzionale e alla sostituzione della rigida contrapposizione giudice delle leggi-legislatore con forme di collaborazione politico-istituzionale che hanno assunto un valore fondamentale ai fini della complessiva ‘tenuta’ strutturale e funzionale degli stessi ordinamenti costituzionali. 
Ciò, tuttavia, non ha impedito che quel ruolo primario nel processo di direzione politica della nazione svolto dalla Corte Suprema, valutato così negativamente dal Lambert, sia stato in effetti causa di laceranti contrapposizioni istituzionali con gli altri poteri attivi o che la stessa Corte abbia conosciuto, anche su temi di primario valore politico, fasi tanto di self-restraint che di accresciuto interventismo (così, rispettivamente, dopo lo scontro con la politica rooseveltiana del New Deal e durante la stagione di lotta alla segregazione razziale). 
Inoltre, altrettanto significativo è osservare come la permanenza nel pensiero giuridico france-se del dogma dell'onnipotenza parlamentare e della legge, con la conseguente ostilità verso l'introduzione nell'ordinamento di un meccanismo di controllo di costituzionalità, rappresenti un elemento di continuità nella pur tormentata evoluzione costituzionale d'oltralpe. 
Per tali ragioni, nella stessa patria del Lambert, solo con la vigente costituzione gollista del 1958 è stato introdotto un peculiare tipo di giustizia costituzionale basato su una forma di accesso soltanto diretta, astratta e preventiva, mentre tutte le iniziative (tra cui quella del Presi-dente Mitterrand) volte ad estendere le prerogative del Conseil Constitutionnel attraverso l'introduzione del sindacato incidentale delle leggi, ovvero ad adottare anche in Francia il modello presente negli altri paesi europei, hanno conosciuto il fallimento.
Rino Casella

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Il Bollettino telematico di filosofia politica è ospitato presso il Dipartimento di Scienze della politica della Facoltà di Scienze politiche dell'università di Pisa, e in mirror presso www.philosophica.org/bfp/

A cura di:
Brunella Casalini
Emanuela Ceva
Dino Costantini
Nico De Federicis
Corrado Del Bo'
Francesca Di Donato
Angelo Marocco
Maria Chiara Pievatolo

Progetto web
di Maria Chiara Pievatolo


Periodico elettronico
codice ISSN 1591-4305
Inizio pubblicazione on line:
2000

Il settore "Recensioni" č curato da Nico De Federicis, Roberto Gatti, Barbara Henry, Maria Chiara Pievatolo.