Bollettino telematico di filosofia politica
Il labirinto della cattedrale di Chartres
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Ultimo aggiornamento 29 ottobre 2000

Gerald F.Gaus, Justificatory Liberalism. Essay on Epistemology and Political Theory, Oxford, Oxford University Press, 1995.

Ai lettori del suo libro precedente, Value and Justification (C.U.P, 1990), Gerald Gaus offriva una versione normativa della giustificazione di una moralità pubblica, cioè una teoria secondo la quale alcuni princìpi pubblici possono essere giustificati nonostante siano, di fatto, contestati da qualcuno. Gli elementi centrali dell'argomento di Gaus erano il diritto alla libertà personale ed il dovere di promuovere il bene comune, inteso (secondo il modello contrattuale di Gauthier) come impegno a perseguire il proprio ideale della vita buona contribuendo, al tempo stesso, alla realizzazione dei fini altrui. Riconoscendo la vaghezza di questi criteri, l'autore prometteva che un'ulteriore elaborazione della teoria avrebbe reso possibile la giustificazione di principi ed istituzioni politiche più specifiche.
Il nuovo libro non riesce a mantenere la promessa. Riconosce invece le difficoltà che incontra la giustificazione della morale quando si cerchi andare oltre principi molto astratti. Justificatory Liberalism tratta soprattutto dell'incompletezza della giustificazione pubblica e cerca di spiegare come le istituzioni politiche rispondano all'intrinseca incapacità dei nostri criteri morali di fornire, in molti casi, risposte conclusive.
In polemica col 'liberalismo politico' di Rawls e Larmore, Gaus sostiene la necessità di epistemologia morale che sia alla base di una teoria forte della giustificazione pubblica. Se è vero che non esiste un ideale condiviso della giustificazione, dev'essere possibile articolare un'epistemologia morale liberale e difenderla come dimostrabilmente preferibile alle alternative. La convinzione che sia impossibile provare la superiorità di una concezione sulle altre significa ammettere che la scelta non sia altro che espressione di preferenze politiche. Per questo è inadeguato il tentativo di Rawls di evitare il discorso epistemologico ed affrontare invece il problema della giustificazione in termini pratici, rifacendosi alle nozioni di ragionevolezza e disaccordo morale. Il dubbio scettico sulla politica non può essere scongiurato se non facendo appello ad una giustificazione di tipo epistemico.
La prima parte del libro tratta della giustificazione personale. Molti dei teorici contemporanei, in buona parte influenzati dall'approccio dialogico di Habermas, affrontano la questione della giustificazione come un problema essenzialmente interpersonale. Gaus segue invece Stanley Benn (A Theory of Freedom, C.U.P., 1988) e la sua analisi della 'coscienza moderna', per cui la giustificazione è, prima di tutto, un'esigenza di ragionevolezza interna alla persona. Mediante l'esercizio della ragione ciascuno arriva a giudizi morali differenti, talvolta contrastanti, eppure, spesso, ragionevoli. L'idea di 'pluralismo ragionevole' difesa da Rawls presuppone che la gente abbia convinzioni morali (ragionevoli) che non sono suscettibili di giustificazione pubblica. Soltanto una teoria della giustificazione personale può spiegare come individui diversi possano arrivare a giudizi giustificati, ma incompatibili fra loro.
La seconda parte del libro si interroga sul significato e sui limiti della giustificazione pubblica. Basandosi sull'analisi offerta nella prima parte del volume, l'autore sostiene che, dal confronto interpersonale delle ragioni, le nostre credenze possono risultare vincenti (victorious), perdenti (defeated), oppure il confronto può essere inconcludente (undefeated, unvictorious beliefs). Anche se alcuni principi fondamentali possono essere giustificati con successo in contesti pubblici, solo raramente si ottengono giustificazioni conclusive. Gaus chiede allora come si debba procedere, in una società liberale, per giudicare le questioni che rimangono controverse.
La terza parte, Political Justification, vaglia le possibilità di soluzioni politiche in contesti di disaccordo morale. Le istituzioni delle moderne democrazie costituzionali sono mezzi giustificati per giudicare le questioni di giustizia che non possono essere risolte in termini di giustificazione pubblica. In questa parte Gaus analizza il ruolo dello stato di diritto, delle istituzioni della democrazia liberale e del costituzionalismo.
L'incompletezza della giustificazione pubblica guida dunque l'autore lontano dalla purezza dei principi filosofici da cui muove la sua analisi, per affrontare una varietà di tematiche teoriche ed empiriche che saranno di sicuro interesse non solo per studiosi di teoria politica, ma anche di diritto ed economia.


Maria Paola Ferretti


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Il Bollettino telematico di filosofia politica è ospitato presso il Dipartimento di Scienze della politica della Facoltà di Scienze politiche dell'università di Pisa, e in mirror presso www.philosophica.org/bfp/

A cura di:
Brunella Casalini
Emanuela Ceva
Dino Costantini
Nico De Federicis
Corrado Del Bo'
Francesca Di Donato
Angelo Marocco
Maria Chiara Pievatolo

Progetto web
di Maria Chiara Pievatolo


Periodico elettronico
codice ISSN 1591-4305
Inizio pubblicazione on line:
2000

Il settore "Recensioni" curato da Nico De Federicis, Roberto Gatti, Barbara Henry, Maria Chiara Pievatolo.