Bollettino telematico di filosofia politica
Il labirinto della cattedrale di Chartres
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Ultimo aggiornamento 29 ottobre 2000

D. Held, Democracy and the Global Order. From the Modern State to Cosmopolitan Governance, Cambridge, Polity Press, 1995, pp. 313.

In quest'ultimo lavoro David Held riprende il tema della democrazia, illustrandone lo sviluppo alla luce dei più recenti avvenimenti del mondo contemporaneo, i quali sono unificati dal fenomeno della globalizzazione. In particolare, Held rivolge la sua attenzione alle innovazioni necessarie alle forme politiche democratiche per sostenere la sfida posta dall'estensione della sfera politica a livello mondiale. La discussione sulla democrazia internazionale è viva già da alcuni anni, allorché il fenomeno della mondializzazione ha determinato la necessità di riscrivere gli equilibri generali sui quali era basato l'ordine internazionale finora vigente. La volontà dell'autore non è quella di elaborare una teoria delle relazioni internazionali (sulla cui riuscita si dichiara dubbioso fin dall'introduzione), quanto di esaminare le differenze qualitative tra il vecchio ordine internazionale, incentrato sul concetto di sovranità nazionale e sulle relazioni tra gli stati secondo il "modello Westfalia" (basato sul principio groziano di effettività e sul "controllo diffuso" da parte degli stati delle decisioni prese nelle sedi sovranazionali), e l'ordine globale futuribile. Secondo Held, un tale modello si starebbe affermando lentamente, ma in modo sempre più inesorabile. Di conseguenza, il volume sposa una tesi dichiarata, secondo la quale l'ordine globale invaderà in modo crescente la sfera della stessa sovranità nazionale dettando le regole principali della convivenza fra le nazioni. Per interpretare questa nuova situazione storica, l'autore si confronta col problema dell'estensione cosmopolitica della gestione democratica (e col complesso di princìpi e procedure a lei collegati); una tale questione è anche il filo conduttore dell'opera.
Il volume è molto articolato, sia per via della complessità del tema, sia per via della difficoltà di trattare in modo unitario un fenomeno che in realtà resta multiforme e al suo interno presenta notevoli forme di discontinuità, le quali non sempre ne permettono una trattazione coerente (si pensi soltanto alla differenza tra la dimensione economica della globalizzazione, la mondializzazione dei mercati, e quella politica, l'ordine globale in senso stretto). Per questa ragione, l'autore si è servito spesso di numerosi modelli esemplificativi, non senza provare a formulare ipotesi, le quali devono superare un confronto con gli sviluppi effettivi degli eventi. In ogni caso, i dati interessanti di questo lavoro sono due: il primo, di natura politica, riguarda la nuova accezione della democrazia che si afferma con la sua estensione dalla dimensione nazionale a quella sovranazionale; il secondo, di natura teorica, riguarda il carattere specificamente istituzionalista che il modello proposto da Held viene ad assumere. Per quanto riguarda la prima questione, l'autore propone di ripensare la concezione democratica in modo da rendere possibile il suo adattamento alla "nuova comunità politica internazionale" (pp. 143 sgg.). Il risultato di questa revisione è un mutamento dell'idea di autonomia democratica in rapporto all'evoluzione della struttura sociale del mondo contemporaneo. Una tale autonomia si associa in modo sempre più stretto al concetto negativo della libertà fatto proprio dalla tradizione del liberalismo classico; tuttavia, l'autore non intende rinunciare alla funzione positiva di garantire opportunità sociali. Applicata al panorama internazionale, un tale rinnovamento della teoria democratica dovrebbe prospettare una forma di democrazia cosmopolitica, incentrata sulla struttura istituzionale delle organizzazioni sovranazionali, ma con una forte ispirazione all'elaborazione di politiche democratiche sia a livello orizzontale, sia a livello verticale.
Dall'impostazione generale del lavoro e dal corrispondente approfondimento del concetto di "diritto cosmopolitico democratico" in relazione all'ordine economico internazionale, è interessante rilevare il fatto che Held sostenga che lo sviluppo della democrazia in senso cosmopolitico s'impone quale risposta necessaria ai mutamenti strutturali delle società industriali contemporanee (pp. 244 sgg.). D'altra parte, il fatto che l'autore prospetti una nuova forma di "intervento democratico" illustra molto bene come i nodi storici della teoria democratica (tra i quali c'è il rapporto tra libertà negativa e libertà positiva), non mutino col semplice ampliamento della sfera spaziale del suo dominio.

Nico De Federicis
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Il Bollettino telematico di filosofia politica è ospitato presso il Dipartimento di Scienze della politica della Facoltà di Scienze politiche dell'università di Pisa, e in mirror presso www.philosophica.org/bfp/

A cura di:
Brunella Casalini
Emanuela Ceva
Dino Costantini
Nico De Federicis
Corrado Del Bo'
Francesca Di Donato
Angelo Marocco
Maria Chiara Pievatolo

Progetto web
di Maria Chiara Pievatolo


Periodico elettronico
codice ISSN 1591-4305
Inizio pubblicazione on line:
2000

Il settore "Recensioni" curato da Nico De Federicis, Roberto Gatti, Barbara Henry, Maria Chiara Pievatolo.