Bollettino telematico di filosofia politica
Il labirinto della cattedrale di Chartres
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Ultimo aggiornamento 26 novembre 2001

Peter C. Ordeshook, Lezioni per i cittadini di una nuova democrazia, Torino, Edizioni di Comunità, 1998, pp.XVIII + 189, L.28000.

Il nucleo originario del volume è costituito da una serie di saggi scritti per la "Nezavisimaja Gazeta" di Mosca nel 1993, nel pieno del lungo periodo di instabilità seguito alla dissoluzione dell'Unione Sovietica, con l'obiettivo di indicare ai cittadini della Federazione Russa una via di uscita alla propria crisi politica e istituzionale. L'intento normativo che è alla base del volume costituisce tuttavia, sia per il suo carattere ormai datato, sia per il tono apodittico di molte delle affermazioni, sia, infine, per il sostanziale appiattimento delle proposte di Ordeshook sul sistema statunitense, l'aspetto meno stimolante del libro. Molto più interessante è invece l'apparato teorico che viene utilizzato dall'autore per giustificare le proprie proposte. Ordeshook è infatti, come notano Daniela Giannetti e Nicola Iacobone nella loro Introduzione, uno degli autori che "ha insistito di più sulla necessità di colmare la distanza tra teoria formale e soluzione di pressanti problemi politici" (p. XVIII). Il testo si presenta così come una sorta di introduzione pratica alla teoria politica positiva di cui Ordeshook è uno dei principali sostenitori, carattere accentuato ulteriormente dalla ricca bibliografia che chiude il volume.

L'approccio razionale alla politica di Ordeshook si fonda sull'idea che la realtà sociale, e quindi anche il funzionamento delle istituzioni, possa essere spiegata facendo riferimento alle scelte "dell'attore individuale - descritto in base a un insieme di preferenze e credenze - come unità di analisi e [all']idea che le azioni umane siano orientate al perseguimento di uno scopo (individualismo metodologico e razionalità" (p. VIII). L'interesse individuale viene quindi assunto dall'autore come chiave interpretativa per la spiegazione razionale delle istituzioni.

Il ricorso al concetto di interesse soggettivo consentirebbe infatti di sfuggire alla regressio ad infinitum nella ricerca della legittimità del sistema istituzionale. La Costituzione viene, in questo contesto, interpretata come un "grandioso processo di coordinazione" (p. XIII) tra gli interessi degli attori sociali. La costruzione di Ordeshook dovrebbe quindi, secondo le intenzioni dell'autore, sfuggire alla necessità di una giustificazione extrasistemica, che invece il contrattualismo, con la necessità di un terzo garante dell'esecuzione del contratto, comunque implicherebbe. Lo stesso autore deve tuttavia ammettere che "una costituzione può raggiungere questo scopo solo in un modo: deve diventare parte del tessuto morale e spirituale della società" (p. 94), finendo così per far ricorso a una legittimazione della Costituzione che somiglia fortemente a quella 'virtù repubblicana' e a quel 'patriottismo costituzionale' la cui necessità per il buon funzionamento delle istituzioni è invece costantemente rifiutata. Né del resto è la sola incongruenza del volume. Lo stesso presupposto della congruità tra istituzioni liberal-democratiche e interesse dei governanti al mantenimento e al rafforzamento del proprio potere, che sta alla base dell'intera costruzione di Ordeshook, appare particolarmente debole e fondato su un sostanziale fraintendimento dell'origine storica delle istituzioni liberali, figlie della lotta plurisecolare sviluppatasi in Europa contro lo Stato assolutista. Nate dalla sfiducia dei cittadini nei confronti dei governanti, il loro obiettivo è quello di controllare i governanti stessi ed impedire che essi perseguano il proprio interesse, piuttosto che di realizzare un circolo virtuoso tra interessi dei governanti e interessi generali. Nel sistema liberal-democratico, cioè, l'interazione tra gli scopi degli attori sociali, che nel modello di Ordeshook garantisce il funzionamento delle istituzioni, si presenta non tanto come una convergenza di scopi ma come un reciproco elidersi e come ricerca continua di un compromesso in grado di realizzare quell'equilibrio tra interessi e aspettative di tutti gli attori sociali che, come nota giustamente Ordeshook, garantisce la legittimità della Costituzione e ne è a sua volta garantito.


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Il Bollettino telematico di filosofia politica è ospitato presso il Dipartimento di Scienze della politica della Facoltà di Scienze politiche dell'università di Pisa, e in mirror presso www.philosophica.org/bfp/

A cura di:
Brunella Casalini
Emanuela Ceva
Dino Costantini
Nico De Federicis
Corrado Del Bo'
Francesca Di Donato
Angelo Marocco
Maria Chiara Pievatolo

Progetto web
di Maria Chiara Pievatolo


Periodico elettronico
codice ISSN 1591-4305
Inizio pubblicazione on line:
2000

Il settore "Recensioni" è curato da Brunella Casalini, Nico De Federicis, Roberto Gatti, Barbara Henry, Angelo Marocco, Gianluigi Palombella, Maria Chiara Pievatolo.