Bollettino telematico di filosofia politica
Il labirinto della cattedrale di Chartres
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Ultimo aggiornamento 22 novembre 2000

V. Sorrentino, Il potere invisibile. Il segreto e la menzogna in politica, Molfetta, la meridiana, 1998

In questo libro, Sorrentino propone un'analisi dell' invisibilità che il potere ha assunto nella sfera politica moderna e contemporanea. Questa invisibilità del potere si costituisce con le modalità del segreto e della menzogna.
Il segreto può avere due distinte funzioni. In primo luogo può essere strumento di occultamento; in tal caso esso viene utilizzato dai soggetti attivi (governanti) per nascondere i fatti ai soggetti passivi (governati).
Le ragioni dell'affermazione del segreto come strumento di occultamento possono essere ricercate particolarmente nelle contraddizioni dello stato moderno, come, ad esempio, il rapporto tra il principio di sovranità e la guerra: infatti la diffusione della paura della guerra può costituire per il sovrano l'ultimo appiglio per conservare il potere. Questa idea si trova molto ben definita nelle analisi di Marx, secondo cui la stato semina il disordine per salvare l'ordine dato dagli assetti vigenti.
La dimensione contradditoria del potere invisibile è colta da Marx anche nelle democrazie moderne, quando egli osserva che alla democratizzazione politica non corrisponde una democratizzazione sociale, denunciando la funzionalità di tale forma di governo rispetto alla borghesia. Sorrentino non nega che la democrazia possa spesso essere subordinata e funzionale all'economia capitalistica, ma è attento a sottolineare il carattere comunque sovversivo e pericoloso della stessa democrazia per gli assetti di dominio del capitalismo.
Questo carattere di pericolosità della democrazia per il capitalismo viene ribadito considerando il fenomeno della globalizzazione economica contemporanea in cui il capitalismo non tollera limiti alla sua espansione.
L'aspetto più rilevante della globalizzazione, infatti, è la centralità dell'impresa, che, assumendo una legittimità e una funzione simili a quelle dello Stato, rischia di determinare nuove forme di autoritarismo. E' per questo che la dimensione democratica assume un ruolo importante per il futuro delle società contemporanee. Dalle sua presenza dipende la possibilità di evitare tali degenerazioni in senso autoritario.

Il secondo ordine di funzioni del segreto in politica è il carattere di principio organizzativo. L'autore esplora questa dimensione richiamandosi ai contributi di Foucault, che mostrano la necessità che il governato sappia che il governante detiene dei segreti che lo riguardano, affinché si rafforzi il rapporto di assoggettamento. Foucault ritiene che il potere disciplinare venga esercitato attraverso tre strumenti particolari: la sanzione normalizzatrice, la sorveglianza gerarchica e l'esame. La sanzione normalizzatrice è finalizzata a fissare il come e il cosa dell'attività e dell'essere dell'individuo, oggettivandolo all'interno di specifici schemi operativi. Ad essa sono legati la sorveglianza gerarchica e l'esame che costituiscono i riferimenti più importanti al rapporto visibili-invisibile nel potere disciplinare. Attraverso la sorveglianza gerarchica infatti il potere cerca di costruire un apparato di controllo per rendere gli individui visibili allo sguardo del potere. Al contrario, nell'esame si fondono lo sguardo che crea dipendenza, uno sguardo tipico della sorveglianza gerarchica, e lo sguardo che oggettiva, tipico invece della sanzione normalizzatrice. L'operare di questi strumenti conduce all'unione della visibilità e dell'inverificabilità dello sguardo cui l'individuo è soggetto.
A ragione Sorrentino è attento a sottolineare come la sorveglianza, descritta da Foucault, sia, nel mondo attuale, fortemente amplificata dalle nuove tecnologie dell'informazione, delle quali non si può trascurare il potenziale totalitario. Tuttavia, il rapporto tra sorveglianza e nuove tecnologie dell'informazione è più complesso di quanto si possa pensare in un primo momento. E' indiscutibile che la sorveglianza tecnologica possa diminuire la libertà degli individui, manifestandosi come strumento di totalitarismo, ma nella sorveglianza in generale, e in quella tecnologica in particolare, si può scorgere anche una connessione con la democrazia: i sistemi di controllo sociale possono anche servire nella lotta con la criminalità, per agevolare la = vita degli individui nelle operazioni economiche o di cura della salute, possono garantire un minore ricorso alla coercizione. E' per questo che Sorrentino parla di una Giano-tecnologia: la trasparenza dei cittadini può essere un mezzo di neutralizzazione delle libertà democratiche, così come una condizione per la realizzazione della democrazia sociale.

L'altra forma del potere invisibile, secondo Sorrentino, è la menzogna: mentre il segreto è una forma di omissione della verità, la menzogna presenta un carattere più complesso, poiché essa fabbrica la verità. Di conseguenza, per via di questo carattere particolare, la menzogna mina il rapporto tra verità e politica, che viene esaminato attraverso il confronto con il pensiero di Hannah Arendt. Sebbene, come la stessa Arendt riconosce, la menzogna sia sempre stata, storicamente, un elemento costitutivo della politica, nel mondo contemporaneo essa assume un livello di pericolosità molto più elevato che in qualsiasi altra epoca storica.
La combinazione di tecnica e fabbricazione della verità, già devastante nei regimi totalitari, può risultare pericolosa anche nelle democrazie contemporanee. In queste, infatti, esistono delle condizioni che possono condurre all'autoinganno dei governanti stessi, cioè al diventere vittime delle proprie menzogne. Le conseguenze dell'autoinganno in politica sono gravi, poiché esso determina il fenomeno che Arendt definisce defattualizzazione ( elemento specifico dei problem-solvers americani), ossia l'incapacità di imparare dalla realtà, di distinguere tra verità e falsità, di considerare i fatti.

All'interno della sua analisi sul potere invisibile l'autore prende anche in esame il fenomeno della neutralizzazione della verità. Mentre il segreto la nasconde e la menzogna mostra una pseudo-verità, la neutralizzazione svuota la verità stessa.
La neutralizzazione della verità si è manifestata nei regimi totalitari, in cui, attrverso gli strumenti dell'ideologia e dell'organizzazione, gli individui venivano isolati dalla realtà e la confutazione delle menzogne del regime veniva disattivata.
Anche la neutralizzazione viene esaminata dall'autore alla luce del suo possibile manifestarsi nelle democrazie. Mentre nei sistemi totalitari la neutralizzazione si concretizzava nel divieto di parlare delle verità, nelle democrazie una forma di neutralizzazione può apparire quando, con frequenza e radicalità eccessive, le verità vengono trasformate in opinioni. Si può in tal caso parlare di democrazia virtuale: la tendenza a ritenere tutto discutibile ed opinabile comporta un depotenziamento aletico.
Altre condizioni di neutralizzazione della verità sottolineate dall'autore sono la generalizzazione della teoria del conplotto e il tacito accordo tra governanti e governati. Attraverso la prima, il continuo smascheramento di retroscena degli affari pubblici può accentuare il senso di impotenza dei cittadini inducendoli a una percezione confusa della realtà. Attraverso la seconda, l'uomo di massa, pressato dai problemi di insicurezza ontologica della società contemporanea, per conservare un regime che gli appare in grado di fornire soluzioni a tali problemi, diventa disposto a tollerare menzogne e misure terroristiche.

Sulla base delle considerazioni effettuate in questa breve esposizione, Sorrentino giunge a una conclusione interessante. Il potere invisibile è un potere tendenzialmente autodistruttivo. Il senso del limite è una condizione essenziale della conservazione e dell'accrescimento del potere; perciò dove la menzogna e il segreto hanno maggior successo nel demolire i confini del potere, paradossalmente si accresce l'impotenza.
Diventa allora importante combattere contro il potere invisibile e le sue articolate manifestazioni, che la tecnologia rende sempre più inquietanti. Questa lotta presuppone però alcune modalità di azione precise: è necessario superare l'astratta contrapposizione tra politico e sociale propria dell'età moderna; è necessario che lo Stato non si riduca alla sua funzionalità sociale e, come osservava Marx, che non si trascuri la resistenza ai processi di estraneazione connaturati al modo di produzione capitalistico. Ma questo non basta; il punto cruciale nella lotta al potere invisibile risiede nell'urgenza di realizzazione di una autentica forma di democrazia, possibile solo tramite il controllo da parte dei cittadini dei processi decisionali.

In ultima analisi, ciò significa riaffermare il primato della politica sull'economia, agendo su tre livelli:
  • sul livello personale: cercando di garantire l'integrità degli uomini politici;
  • sul livello economico: rendendo la politica economicamente autosufficiente;
  • sul livello costituzionale: elaborando una costituzione economico-politica mondiale che limiti il potere dei soggetti economici.

Francesco Giacomantonio
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Il Bollettino telematico di filosofia politica è ospitato presso il Dipartimento di Scienze della politica della Facoltà di Scienze politiche dell'università di Pisa, e in mirror presso www.philosophica.org/bfp/

A cura di:
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Emanuela Ceva
Dino Costantini
Nico De Federicis
Corrado Del Bo'
Francesca Di Donato
Angelo Marocco
Maria Chiara Pievatolo

Progetto web
di Maria Chiara Pievatolo


Periodico elettronico
codice ISSN 1591-4305
Inizio pubblicazione on line:
2000

Il settore "Recensioni" è curato da Nico De Federicis, Roberto Gatti, Barbara Henry, Maria Chiara Pievatolo.