Bollettino telematico di filosofia politica
Il labirinto della cattedrale di Chartres
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Ultimo aggiornamento 22 dicembre 2001

Allgemeine Zeitschrift für Philosophie


La rivista non è presente sul web. Le schede offerte dal BFP sono di Laura Ledda.

Ecco le schedature del BFP

1999, 3
2001, 1 2001, 2 2001, 3

TOP24 (1999), 3

Georg W. Bertram, Wem gilt die Kritik der Dekonstruktion?, pp. 221-41.
 
G. W. Bertram contraddice l'assunto generale che vede nel decostruzionismo uno strumento di critica della metafisica. Seguendo i testi di Derrida e le interpretazioni di Jonathan Culler e Peter V. Zima, egli propone l'idea secondo la quale la teoria decostruzionista non sarebbe una strategia che opera sul testo dall'esterno, in grado di criticare posizioni della storia del pensiero, come ad esempio il platonismo. Facendo riferimento al concetto di decostruzione che Derrida traduce e assume dall'Heidegger di Essere e il tempo, Bertram dimostra come il metodo decostruzionista partecipi del testo, non possa esistere al di fuori di esso e realizzi la sua funzione critica esplicitando nessi discorsivi già presenti nei testi in questione, in questo caso i testi platonici e il Fedro in particolare. (L.L.)

25 (2000), 1

Hermann Lübbe, Technokratie. Politische und wirtschaftliche Schicksale einer philosophischen Idee, pp. 119-37.

Lübbe offre una panoramica del concetto di tecnocrazia nella storia: come utopia in Francis Bacon, Hobbes e Saint-Simon, come parte di un processo politico nella Russia socialista fino a Gorbaciov e durante il nazionalsocialismo. Egli vede la tecnica moderna e la tecnologia dell'informazione come ostacolo al potere totalitario e sottolinea come la complessità delle società occidentali impedisca la pianificazione razionale a mezzo dello strumento tecnologico. (L.L.)

TOP26 (2001), 1

Dominik Perler, Humes Theorie der Motivation, pp. 3-22.

Sulla base del Trattato di Hume, Perler rifiuta l'interpretazione antirazionalista e propone una visione cooperativa del rapporto ragione-passioni. Questi due concetti sono da identificarsi come due componenti logicamente distinte ed entrambe necessarie alla produzione dell'azione. Alla ragione pertiene la proprietà conoscitiva della distinzione tra vero e falso, che forma le convinzioni, mentre la passione è responsabile della motivazione che spinge ad agire ed esiste indipendentemente dalle convinzioni apportate dalla ragione. (L.L.)

Jan Szaif, Sprache, Bedeutung, Wahrheit. Überlegungen zu Platon und seinem Dialog Kratylos, pp. 45-60.

Szaif analizza il Cratilo platonico – e in margine il Fedro, il Teeteto e i Sofisti – chiedendosi quale significato abbia il linguaggio per la conoscenza. In particolare, viene trattato il problema della corrispondenza o meno tra linguaggio e realtà e quello del rapporto fra linguaggio e pensiero, per arrivare ad una valutazione positiva del linguaggio come espressione delle strutture del pensiero e come mezzo conoscitivo. (L.L.)

TOP26 (2001), 2

Claus Langbehn, Tod des Subjekts? Anmerkungen zum Sinn und Unsinn eines Schlagwortes, pp. 131-148.

L'autore si occupa innanzitutto dei presupposti storiografici della cosiddetta "morte del soggetto" nella filosofia del XX secolo, tenendo distinte l'idea di soggetto da una filosofia della soggettività: la negazione dell'autonomia del soggetto non implica necessariamente l'impossibilità di una filosofia della soggettività. Analizzando due testi – Ich und Du di Buber e Dialettica dell'Illuminismo di Horkheimer/Adorno – si propone di mostrare il dissolversi dell'idea di soggetto nel concetto di soggettività. (L.L.)

TOP26 (2001), 3

Georg W. Bertram, Das Denken der Sprache in Heideggers Sein und Zeit, pp. 177-198.

G. W. Bertram si occupa del rapporto fra il linguaggio e il mondo. Prendendo in esame L'essere e il tempo di Heidegger, critica il ruolo riduzionistico assegnato da Heidegger al linguaggio come pratica sì intersoggettiva, ma subordinata alla struttura dell' essere-nel-mondo; Bertram rivendica invece l'aspetto di fondamentale e reciproca interazione nella quale i due termini – linguaggio e mondo – coesistono e si definiscono l'uno mediante l'altro. (L.L.)

Stefan Majetschak, Moderne und Modernismus in der Kunsttheorie des 20. Jahrhunderts, pp.199-210.

Viene qui presentata l'edizione tedesca del volume a cura di Charles Harrison e Paul Wood, Kunsttheorie im 20. Jahrhundert. Künstlerschriften, Kunstkritik, Kunstphilosophie, Manifeste, Statements, Interviews, Hatje, 1998, un'antologia di circa 400 testi di artisti, critici e filosofi che tentano di definire i concetti di moderno e modernismo nell'arte, partendo dal presupposto di uno specifico della modernità, da individuare temporalmente nell'ultimo trentennio del 1800 e contenutisticamente nella riflessione sulla possibilità e i compiti dell'arte all'interno del medium artistico stesso. (L.L.)



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Il Bollettino telematico di filosofia politica è ospitato presso il Dipartimento di Scienze della politica della Facoltà di Scienze politiche dell'università di Pisa, e in mirror presso www.philosophica.org/bfp/

A cura di:
Brunella Casalini
Emanuela Ceva
Dino Costantini
Nico De Federicis
Corrado Del Bo'
Francesca Di Donato
Angelo Marocco
Maria Chiara Pievatolo

Progetto web
di Maria Chiara Pievatolo


Periodico elettronico
codice ISSN 1591-4305
Inizio pubblicazione on line:
2000

Il settore "Riviste" curato da Brunella Casalini, Emanuela Ceva, Corrado Del Bo' e Francesca Di Donato.
Chi volesse segnalare riviste non incluse nell'elenco o siti web di riviste già segnalate può scrivere a Corrado Del Bo'.