Bollettino telematico di filosofia politica
Il labirinto della cattedrale di Chartres
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Ultimo aggiornamento 5 maggio 2001
The British Journal of Sociology
The British Journal of Sociology


La rivista è presente sul web ed è raggiungibile cliccando qui. Le schede offerte dal BFP sono di Francesco Giacomantonio.

Ecco le schedature del BFP

49 (1998), 2

B. Flyvbjerg, Habermas and Foucault : Thinkers for civil society ?, pp.210-230.

In questo articolo viene sviluppata un'analisi comparata delle posizioni di Habermas e Foucault sul tema della società civile e della democrazia.
Nella sua teoria dell'agire comunicativo, Habermas definisce l'uomo come un essere democratico e la cittadinanza viene da lui vista in termini di partecipazione attiva al dibattito pubblico; la partecipazione è discorsiva.
In Habermas si coglie l'idea di un ordine repubblicano artificiale creato attraverso la mediazione della legge, del diritto.
Come è noto, questa posizione del filosofo e sociologo tedesco trova la critica maggiore nel fatto che manca del raccordo tra ideale e realtà: egli, infatti, non sviluppa una analisi concreta delle relazioni di potere, non spiega come si possa empiricamente pervenire a una democrazia fondata sul discorso e la comunicazione tra i cittadini.
Se, in Habermas, l'approccio al problema di una democrazia il più possibile compiuta è di stampo fortemente idealista, molto diversa appare, invece, la posizione di Foucault. Il filosofo francese ritiene che sia importante considerare le situazioni storiche e sociali particolari più che le normative morali di tipo globale. Secondo Foucault la legge, le istituzioni, le programmazioni politiche non sono garanzia di libertà, eguaglianza o democrazia: la libertà non si raggiunge attraverso l'imposizione di sistemi teoretici astratti, che, anzi possono provocare effetti collaterali di tipo repressivo. Di qui l'importanza che egli attribuisce alla comprensione dei problemi del conflitto e del potere, cui egli ha dedicato importanti studi.
Da queste analisi Flyvbjerg deduce che sia Habermas che Foucault comprendono che l'abuso di potere e la razionalizzazione costituiscono problemi centrali della nostra epoca, ma, mentre Foucault si muove all'interno di una tradizione filosofico-politica particolaristica, riconducibile a Machiavelli e Nietzsche, Habermas è, invece, esponente di una tradizione universalista, che ha come riferimenti Socrate, Platone e Kant.
La conclusione che l'autore trae è che la comprensione della democrazia non può prescindere dall'analisi del conflitto e del potere ed è per questo che egli ritiene preferibile la posizione di Foucault, pur riconoscendo la rilevanza per la storia del pensiero di tentativi di analisi ideali e universali come quella rappresentata dalla stimolante opera di Habermas. (F.G.)

50 (1999), 3

Paul du Gay, Is Bauman's Bureau Weber's Bureau? A Comment, pp.575-86.

L'articolo presenta un confronto dell'interpretazione del concetto di burocrazia in Bauman e Weber. Bauman, nel suo Modernity and Holocaust, ritiene la burocrazia il primo passo di ciò che egli definisce “processo di civilizzazione” della modernità. Rileggendo le analisi weberiane del fenomeno burocratico, Bauman ritiene che la caratteristica centrale della burocrazia weberiana sia la sua tendenza “demoralizzante”, attraverso la dissociazione che essa opera tra criteri di razionalità strumentale e valutazione morale. Tuttavia, secondo l'autore, mentre il discorso di Bauman induce verso un lessico teoretico che è coscientemente weberiano, le sue conclusioni riguardo la vacuità etica della burocrazia sono decisamente in antitesi rispetto a Weber. Diversamente da Bauman, Weber non utilizza, infatti, le distinzioni categoriali tra razionalità strumentale e razionalità orientata rispetto ai valori per supportare un'analisi generale della vita sociale e politica. Weber, inoltre, riconosce una stretta affinità tra burocrazia e democrazia: molte delle esigenze tipiche degli Stati democratici possono essere gestite solo da un'amministrazione a elevato grado di burocratizzazione. Du Gay, conscio dell'elevato livello di differenziazione presente nella società moderna concorda col Weber de Parliament and Government in Germany e The Profession and Vocation of Politics nel pensare che ogni etica non possa stabilire regole identiche per ogni tipo di relazione. Nel complesso l'autore condivide la critica della burocrazia di Weber come estensione illegittima dell'ethos amministrativo nella sfera politica, ma non la critica della burocrazia tout court di Bauman. (F.G.)



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Il Bollettino telematico di filosofia politica è ospitato presso il Dipartimento di Scienze della politica della Facoltà di Scienze politiche dell'università di Pisa, e in mirror presso www.philosophica.org/bfp/

A cura di:
Brunella Casalini
Emanuela Ceva
Dino Costantini
Nico De Federicis
Corrado Del Bo'
Francesca Di Donato
Angelo Marocco
Maria Chiara Pievatolo

Progetto web
di Maria Chiara Pievatolo


Periodico elettronico
codice ISSN 1591-4305
Inizio pubblicazione on line:
2000

Il settore "Riviste" curato da Brunella Casalini, Emanuela Ceva, Corrado Del Bo' e Francesca Di Donato.
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