Bollettino telematico di filosofia politica
Il labirinto della cattedrale di Chartres
bfp
Articoli | Riviste | Recensioni | Bibliografie | Lezioni | Notizie | Collegamenti
Home > Riviste
Ultimo aggiornamento 5 maggio 2003

Daimon. Revista de Filosofía


La rivista non è presente sul web. Le schede offerte dal BFP sono di Angelo Marocco.

Ecco le schedature del BFP

23 (2001), 2

Carlos Gómez, La crítica de Gabriel Naudé a los libelos políticos, pp. 45-57.

Si esamina la critica di Gabriel Naudé (1600-1653) ai libelli con contenuto politico che si diffondevano nella corte francese nella prima metà del Seicento. L'articolo analizza in particolare due opere di Naudé: Le Marfore (1620) e Mascurat (1649). In entrambe, Naudé definisce l'assolutismo monarchico come unico modello capace di garantire la pace politica e di difendere la ragion di stato nel nuovo stato francese dell'età del barocco. (A.M.)

Fernando Rodríguez Genovés, El cambio de creencias: valor y tolerancia, pp. 167-170.

Antonio Rivera García, Teología política: consecuencias jurídico-política de la Potentia Dei, pp. 171-184.

24 (2001), 3

Angel Rivero, La objetividad en el estudio de la política, pp. 81-91.

Il presente articolo tenta di valutare le implicazioni connesse alla difesa dell'oggettività nella pratica e nella teoria politica. L'autore si propone di definire le diverse maniere di intendere la teoria politica allo scopo di formulare una concezione minimalista. Tale concezione avrebbe il vantaggio di andare oltre il relativismo e l'oggettivismo. In breve, la teoria politica non solo non può eludere il mito dell'oggettivismo, ma ha bisogno di non dimenticare che al di là del mito c'è la realtà della politica e che i fenomeni politici non sono affatto circoscrivibili a questioni metodologiche. (A.M.)

Antonio Rivera García, Relativismo e historia de los conceptos políticos, pp. 93-110.

L'articolo si propone di esaminare il relativismo giuridico e politico di Max Weber, Gustav Radbruch, Hans Kelsen e Carl Schmitt. Si critica la connessione stabilita da Kelsen tra relativismo filosofico e democrazia, così come l'“assolutismo formale” della Reine Rechtslehre. Infine, si analizza la Begriffsgeschichte di Reinhart Koselleck come la migliore eredità del relativismo tedesco agli inizi del XX secolo. (A.M.)

25 (2002), 1

José Manuel Castillo Hermoso, La ciudadanía controvertida: la construcción habermasiana de una razón política normativa, pp. 113-130.

Il presente articolo affronta la questione relativa al modo di intendere da parte di Habermas il complesso fenomeno della cittadinanza nelle democrazie contemporanee. Habermas articola i due aspetti discordanti in cui si divide l'idea di cittadinanza democratica – diritti soggettivi e/o partecipazione politica – sulla base di una concezione dello spazio pubblico che si adegua a una idea di razionalità politica che presenta una duplice caratteristica: 1) si instaura come ragione morale, 2) si autocomprende come ragione procedurale. Siamo pertanto di fronte a una concezione della cittadinanza che differisce sia da quelle liberali, sia da quelle comunitarie. A ciò va inoltre aggiunta l'estensione della razionalità normativa e procedurale nell'ambito delle decisioni politiche, in quanto presupposto basilare della razionalizzazione della sfera pubblica. Obiettivo particolare del presente studio è quello di determinare in quale misura suddetta estensione sia compatibile con il carattere formale di questa razionalità. In definitiva, ci si propone di intendere la relazione tra "Identität" e "Faktizität" nell'ambito della realtà politica alla luce della teoria comunicativa di Habermas. (A.M.)

Angel Manuel Faerna, Problemas de comunicación: del Menón" a los "Encuentros en la Tercera Fase", pp. 131-144.

Se la comunicazione richiede un nucleo minimo di significati condivisi, la comunicazione è allora possibile solo con un simile. Senza dubbio, l'esperimento irreale e immaginario con il caso limite (lo schiavo nel mondo greco, l'extraterrestre nella cultura popolare contemporanea) mostra come tale somiglianza iniziale sia essenzialmente indeterminata in quanto ai suoi contenuti. Quindi, si può affermare che, anziché presupporre alcune condizioni minime di riconoscimento, la comunicazione crea nel proprio esercizio la comunità di significati, modificando in questo modo la natura anteriore degli interlocutori. (A.M.)



Come collaborare | Ricerche locali
Il Bollettino telematico di filosofia politica è ospitato presso il Dipartimento di Scienze della politica della Facoltà di Scienze politiche dell'università di Pisa, e in mirror presso www.philosophica.org/bfp/

A cura di:
Brunella Casalini
Emanuela Ceva
Dino Costantini
Nico De Federicis
Corrado Del Bo'
Francesca Di Donato
Angelo Marocco
Maria Chiara Pievatolo

Progetto web
di Maria Chiara Pievatolo


Periodico elettronico
codice ISSN 1591-4305
Inizio pubblicazione on line:
2000

Il settore "Riviste" curato da Brunella Casalini, Emanuela Ceva, Corrado Del Bo' e Francesca Di Donato.
Chi volesse segnalare riviste non incluse nell'elenco o siti web di riviste già segnalate può scrivere a Corrado Del Bo'.