Bollettino telematico di filosofia politica
Il labirinto della cattedrale di Chartres
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Ultimo aggiornamento 8 aprile 2003

Hegel-Studien


La rivista è presente sul web ed raggiungibile cliccando qui. Le schede offerte dal BFP sono di Nico De Federicis e di Silvia Rodeschini.

Ecco le schedature del BFP

1982 1984
1992 1993 1994 1995
1996 1997 1998 1999
2000

TOP 17 (1982)

Adrian Peperzak, Hegels Pflichten- und Tugendlehre. Eine Analyse und Interpretation der “Grundlinien der Philosophie des Rechts” §§142-156, pp. 97-117

Peperzak illustra i caratteri dell'antropologia hegeliana mettendo a fuoco il modo in cui nei Lineamenti e in alcune importanti Nachschriften il concetto di totalità etica e quello di individuo razionale si implicano reciprocamente. L'articolo discute essenzialmente lo statuto sistematico e le fonti della dottrina delle virtù. (S.R.)

TOP 19 (1984)

Klaus Düsing, Politische Ethik bei Plato und Hegel, pp. 95-145

L'articolo costituisce un confronto tra Hegel e Platone nella fondazione dell'etica. Si articola in due parti: in primo luogo Düsing espone l'etica platonica, sottolineando come il suo fondamento sia una dottrina delle virtù e facendo una distinzione tra i dialoghi giovanili e la più tarda riflessione condotta nella Repubblica; in secondo luogo analizza l'influenza del modello platonico sullo Hegel dei Jena ed mette a fuoco la natura della critica condotta nei Lineamenti. Il tema chiave di questa analisi è la presenza di temi platonici nel rapporto tra lo Stato e il soggetto, in particolare in rapporto alla dottrina delle virtù e al concetto di volontà universale e particolare. (S.R.)

TOP 27 (1992)

M. H. Hoffheimer, Hegel's Criticism of Law, pp. 27-52.

Hoffheimer cerca di dimostrare come la filosofia hegeliana del diritto contenga una teoria compiuta della legge, che costituisce un'alternativa alla contrapposizione positivista tra leggi descrittive e leggi prescrittive. Al centro dell'analisi, oltre i Lineamenti di filosofia del diritto, c'è la Fenomenologia dello spirito, dove l'autore rinviene una più compiuta critica al concetto di legge, sia nel suo significato giuridico che in quello naturalistico, e alle sue aporie, verso un superamento nella filosofia speculativa. (S.R.)

C. Annerl, Hegels Konzept der buergerliche Familie im Kontext der suche nach einer feministische Weiblichkeitstheorie, pp. 53-75.

L'autrice conduce un'analisi dell'immagine della famiglia nella Filosofia del diritto di Hegel nel tentativo di chiarire i caratteri della donna e verificare se l'antropologia hegeliana e la teoria hegeliana della storia siano in grado di fornire un metodo ai gender studies. L'autrice trova nel metodo dialettico, più che nelle parti propriamente dedicate alla donna nella Rechtsphilosophie, il presupposto teorico in grado di fondare l'uguaglianza tra i generi senza perderne la storia specifica. (S.R.)

Sibyl Schwarzerbach, Zuege der hegelschen Rechtsphilosophie in der Theorie von Rawls, pp. 77-110.

Scopo dell'autrice è mostrare come la contrapposizione tra Rawls e il comunitarismo, come emerge dal dibattito contemporaneo, potrebbe venire reimpostata, riconoscendo nel pensiero di Rawls gli stessi problemi derivati dalla filosofia hegeliana già discussi da Taylor, Sander e MacIntyre. Per quanto infatti Rawls rigetti lo sfondo metafisico su cui si innestano le riflessioni hegeliane, l'autrice cerca di dimostrare che Rawls condivide con Hegel l'interesse per alcuni importanti temi (ruolo della conciliazione nella filosofia politica, fondamento dell'identità della persona, natura sociale dell'uomo) (S.R.)

La sezione History-Philosophy-Politics contiene alcune relazioni presentate nel 1986 ad un convegno svoltosi al premboke College di Oxford in collaborazione con la Hegel Society of Great Britain e lo Hegel Archiv.

W. H. Walsch, Philosophy of History and Social Theory in Hegel, pp. 163-178.

Walsch presenta il rapporto tra la storia universale hegeliana e la filosofia del diritto da un punto di vista sistematico: tenta cioè di da un lato di chiarire, partendo da un confronto con la teoria politica espressa nel Lineamenti, alcuni dei temi più noti della Weltgeschichte hegeliana (progresso, provvidenza, ruolo delle nazioni, spirito del mondo, legittimità della guerra) dall'altro di evidenziare come gli elementi di legittimazione dello stato liberale presenti nel pensiero hegeliano costituiscano un limite alla capacità di valutare e criticare ciò che esiste e di avere una visione chiara del ruolo della coscienza e del modo in cui il soggetto si radica nella società. (S.R.)

O. Poeggeler, Geschichtshilosophie ohne Dogma, pp. 178-184.

Poeggeler commenta in questo articolo le posizioni e le critiche di Walsch a Hegel, precisando alcuni passaggi nello sviluppo del pensiero storico e politico di Hegel e introducendo le questioni della storia universale hegeliana in un più ampio panorama ottocentesco e novecentesco di riflessioni sulla storia (S. R.)

TOP 30 (1995)

D. Brauer, Die dialektische Natur der Vernunft. Über Hegel Auffassung von Negation und Widerspruch, pp. 89-104.

A. Nuzzo, Zur logischen Bestimmung der ontologischen Gottesbeweises. Bemerkungen zum Begriff der Existenz im Anschluss an Hegel, pp. 105-20.

S.F. Baekers, Die Zeit als Mitte der Philosophie Hegels, pp. 121-43.

O. Pöggeler, Hegel und Heidegger über Negativität, pp. 145-66.

TOP 31 (1996)

O. Pöggeler, Hegels Ästhetik und die Konzeption der Berliner Gemäldgalerie, pp. 9-26.

A. Grossmann, Weltgeschichtliche Betrachtungen in systhematischer Absicht. Zur Gestaltung von Hegels berliner Vorlesungen über die Philosophie der Weltgeschichte, pp. 27-62.

Una ricostruzione del corpus delle Lezioni sulla filosofia della storia, sulla base dei Nachlässe di Griesheim (1822/23), Correvons (1824/25), Hubes (1826/27) e Karl Hegel (1830/31). L'a. segue la recente edizione delle Lezioni pubblicate sotto la direzione di K. Brehmer e di H.N. Seelmann presso l'editore Meiner di Amburgo (G.W.F. Hegel, Vorlesungen, B.de 12-15). Il valore di questo lavoro risiede nel fatto di mettere in risalto le oscillazioni hegeliane nell'interpretazione dell'oggetto della storia del mondo, le quali si presentano nel corso di tutti gli anni berlinesi. Contro la tesi di Popper, per lo studioso di filosofia politica è interessante notare come non esista una convergenza necessaria tra la concezione storico-filosofica e l'esaltazione dello stato. (N.D.F.)

H. Eidam, Die Vergessene Zukunft. Anmerkungen zur Hegel-Rezeption in Cieszkowskis "Prolegomena zur Historiosophie" (1830), pp. 63-97.

Un lungo ed interessante saggio sulla recezione della Filosofia della storia hegeliana di A.v. Cieszkowski, un autore attraverso il quale il pensiero storico-filosofico di Hegel è rielaborato in una prospettiva 'immanentistica'. L'interpretazione di C. si basa sulla trasposizione sul piano del presente storico oggettivo del concetto hegeliano della storia come "lo sviluppo dello spirito nel tempo". Secondo C., la totalità può essere pensata solamente attraverso la dimensione del futuro, inteso come "il divenire non giunto ancora a compimento" (p. 72). Per questa ragione, il presente e il futuro si legano vicendevolmente in quella stessa relazione logica che esprime l'assoluto. Contro Hegel, C. sostiene la tesi secondo la quale "senza la possibilità di poter progettare il futuro è impossibile conoscere la totalità". In conformità a questa revisione del pensiero hegeliano, C. espone la sua "teologia del futuro" (pp. 75 sgg.), la quale può essere considerata il punto di partenza delle filosofie della storia contemporanee. (N.D.F.)

L. De Vos, Hegels Enzyklopädie 1827 und 1830: die Offenheit des Systems?, pp. 99-112.

L'autore illustra le variazioni presenti nelle due stesure dell'Enciclopedia sulla base delle due nuove edizioni critiche: Enzyklopädie der philosophischen Wissenschaften im Grundrisse (1827), a cura di Wolfgang Bonsiepen und Hans-Christian Lucas, Hamburg, 1989 (Gesammelte Werke, vol. 19); Enzyklopädie der philosophischen Wissenschaften im Grundrisse (1830), con la collaborazione di Udo Rameil, a cura di Wolfgang Bonsiepen und Hans-Christian Lucas, Hamburg, 1992 (Gesammelte Werke, vol. 20). Ne vengono confrontate le singole parti, con alcune brevi note sulla filosofia pratica, senza dare delle variazioni una valutazione complessiva. (S.R.)

B. Liebsch, Probleme einer Genealogischen Kritik der Erinnerung. Anmerkungen zu Hegel, Nietzsche und Foucault, pp. 113-40.

TOP 32 (1997)

E. Ròzsa, Hegels Auffassung der Versöhung und die Metaphorik der “Vorrede” der Rechtsphilosophie -Risse am System?, pp. 137-160.

L'autore si confronta con il tema della conciliazione nella prefazione dei Lineamenti nel tentativo di dare nuovo impulso alla questione della giustificazione del reale nella filosofia politica hegeliana da un punto di vista suggerito dalle riflessioni di Heidegger, Rorty e Arendt. Il percorso seguito parte dall'analisi delle metafore contenute nel testo per mostrare come esse indichino una contiguità tra la dimensione concettuale e quella metaforica nel linguaggio hegeliano e tra la filosofia e la religione nella determinazione del concetto di Versöhung. L'autore connette tutta l'ambivalenza di questo tema nella Rechtshilosophie con il carattere di unità e separazione delle diverse sfere dello spirito. (S.R.)


I. Fetscher,Eduard Gans über “Opposition” und Karl Rosenkranz über den “Begriff der Politischen Parteien”, pp. 161-169.
L'autore illustra le riflessioni di Eduard Gans [Überlegungen zur Opposition in Norbert Waszek, Eduard Gans (1797-1839). Hegelianer-Jude-Europäer. Texte und Dokumente, Frankfurt a. M., 1991, p. 156 sgg.] e di Karl Rosenkranz sullo stato [Über den Begriff der Politischen Parteien, in Die Hegelschen Rechte, a cura di Hermann Lübbe, Stuttgart, 1962, p. 65-85], in particolare sulle strutture che nello stato esprimono la dialettica tra interessi diversi. L'autore mostra come questi due allievi di Hegel superino attraverso le categorie della Filosofia del diritto la funzione dei ceti e delle corporazioni, delineata dal maestro, in favore dei partiti, come nuove forme istituzionali di mediazione dei conflitti. (S.R.)

TOP 33 (1998)

A. Olivier, Das Musikkapitel aus Hegels Ästhetikvorlesung von 1826. Herausgegeben und erläutert von Alain Olivier, pp. 9-25.

Un saggio introduttivo alle lezioni hegeliane del 19, 20 e 21 agosto 1826 sulla musica. Il testo secondo l'edizione critica (pp. 26-41) viene riprodotto seguendo i manoscritti di F.L. von der Pfordten e F.C.H.V. v. Kehler, più un terzo manoscritto anonimo reperito presso la Biblioteca di Aachen. Per testo base l'editore ha scelto il primo dei tre. Altri documenti delle lezioni sono le Reinschriften di K.G.J. v. Griesheim, Garczynski e Löwe. Si aggiunge quindi un nuovo tassello al quadro delle Lezioni hegeliane di estetica, dopo le Nachschriften Ascheberg (1820-21), H.G. Hotho (1823) e Libelt (1828-29). (N.D.F.).

D. Köhler, Hegels Vorlesungen über die Geschichte der Philosophie. Anmerkungen zur Editionsproblematik, pp. 53-83.

J. Halfwassen, Die Bedeutung des spätantiken Platonismus für Hegels Denkentwicklung in Frankfurt und Jena, pp. 85-131.

H.-J. Gawoll, Von der Unmittelbarkeit des Seins zur Vermittlung der Substanz. Hegels ambivalentes Verhältnis zu Jacobi, pp. 133-151.

M. Bondeli, Zur friedensstiftende Funktion der Vernunft bei Kant und Hegel, pp. 153-175.

L'autore conduce un confronto tra Kant e Hegel sul tema della pace nel diritto internazionale cercando di sottolineare come le differenti idee di ragione di questi due autori (ragione trascendentale 'statica' della moralità e del diritto di Kant, e ragione dialettica 'dinamica' dell'eticità di Hegel) conducono a due soluzioni reciprocamente deficitarie. L'articolo illustra in primo luogo le due diverse idee di pace, i modi e i mezzi per realizzarla; in secondo luogo il potenziale di pace insito nel modo di intendere la ragione di questi due autori, in opposizione all'immagine violenta dello stato di natura; e in terzo luogo gli strumenti per raggiungere la pace insiti nelle differenti concezioni del diritto e della politica. (S.R.)

M. Vetö, La ruse de la raison: Théorie de la connaissance et philosophie de l'histoire, pp. 177-190.

Una ricostruzione della Filosofia della storia hegeliana alla luce della critica al concetto di "astuzia della ragione". L'autore collega la concezione di Hegel a una vastissima tradizione d'interpretazioni razionali degli eventi storici, che prende le mosse fin dalle Scritture dell'Antico Testamento. Nella nozione di List der Vernunft, pertanto, confluisce non solo il concetto di provvidenzialismo cristiano, ripreso ancora alle origini dell'età moderna dalla teologia di Lutero (p. 181), ma anche le sue visioni 'secolari'. La teodicea acquista allora una veste politica, allo scopo di formulare una teoria in grado di ricondurre alla concordia e alla 'causa della società' l'insocievole socievolezza degli esseri umani. Rientrano in questa formulazione, che Hegel ha espresso nella forma più elevata, tanto il chiliasmo filosofico di Kant, quanto la filosofia della storia dell'età dell'Illuminismo. In questo modello V. risolve autori anche molto diversi tra loro, quali Schiller, Mandeville e A. Smith. L'autore mette in luce tutti gli elementi critici che si possono sviluppare da una filosofia di questo tipo, e in primo luogo l'impossibilità per la concezione hegeliana della verità di pervenire ad una conoscenza davvero nuova, per via del fatto di risolversi interamente nello sviluppo interno a un'entità olistica. Nella conclusione, Vetö si pone la questione del rapporto esistenziale degli individui nel mondo: posti dinanzi alle forze storiche questi sono destinati ad essere sacrificati; l'astuzia della ragione si trasforma allora nel linguaggio concreto della violenza, segnando alla fine l'impossibilità di risolvere la libertà nella razionalità del concetto (N.D.F.).

F. Chiereghin, Wozu Hegel in einem Zeitalter der Endlichkeit?, pp. 191-207.

Chiereghin si domanda la ragione per la quale è importante lo studio di Hegel in un'epoca storica che ha assolutizzato la finitezza. L'a. muove dalla concezione kantiana dell'infinito come prototypon trascendentale e come limite, illustrando come il pensiero 'finito' si risolve in una concezione della conoscenza di tipo "prospettivistico" (p. 194), che non mette in questione il problema della contraddizione. Contro una tale forma riduzionistica del reale, come Widerspruchsfreiheit, Hegel tenta la costruzione della totalità come unione di identità e di opposizione. In tal modo, egli apre la possibilità per una concezione del sapere che non si costruisce per accrescimento incrementale di dati ma possa sviluppare invece novità, in quanto abbattimento del limite e inventio di un nuovo contenuto per il pensiero (N.D.F.).

TOP 34 (1999)

Freidrich Hogemann, Zur Frage der Quelle von Hegels Reformbill-Aufsatz, pp. 11-59.

L'articolo di Hogemann anticipa il lavoro critico sul saggio hegeliano Über die englische Reformbill di prossima pubblicazione (G. W. F. Hegel, Gesammelte Werke, Bd. 16, unter Mitarbeit von Christoph Jamme, herausgegeben von Friedrich Hogemann, Hamburg). Il nuovo apparato critico messo a punto da Hogemann vuole precisare i modi e i tempi in cui il testo hegeliano è stato redatto e le sue principali fonti. (S.R.)

Michael H. Hoffheimer, Translating Hegel's idea of Servitude, pp. 61-83.

Hoffheimer discute il problema della traduzione inglese delle due parole tedesche Knechtschaft (servitude) e Sklaverei (slavery) all'origine di alcuni fraintendimenti del testo hegeliano. La questione affrontata non è però unicamente quella termonologica della resa dei due termini ma anche lo slittamento del loro significato nel passaggio dalla Fenomenologia dello spirito agli scritti sistematici del periodo di Berlino. (S.R.)

Gabriella Baptist, “Wirklichkeit”. Zur Übersetzungsproblematik in den romanischen Sprache, pp. 85-98.

L'articolo vuole sottolineare come i problemi di traduzione nelle lingue neolatine del termine Wirklichkeit siano sopratutto concettuali. Passando infatti in rassegna le carenze delle traduzioni esistenti, Gabriella Baptist ricostruisce le difficoltà della resa terminologica in base all'articolazione concettuale di questo elemento chiave della filosofia di Hegel. (S.R.)

TOP 35 (2000)

K. de Boer, Begriff und Zeit. Die Selbstentäußerung des Begriffs und ihre Wiederholung in Hegels spekulativem System, pp. 11-49.

Ch. Iber, In Zirkeln ums Selbstbewusstsein. Bemerkungen zu Hegels Theorie der Subjektivität, pp. 51-75.

P. Giuspoli, Objektive und subjektive Logik. Über die allgemeine Organisation der Hegelschen Logik in den ersten Nürnberger Jahren, pp. 77-106.

O. Pöggeler, Hegel und die Sammlung Boisserée, pp. 107-147.

Ampia ricostruzione delle belle arti nella Germania della Goethezeit; sullo sfondo, la nuova sensibilità romantica e i suoi grandi protagonisti. L'opera di collezione svolta dai fratelli Sulpiz e Melchior Boisserée rappresentò un importante momento di mediazione con la nuova cultura estetica, contribuendo anche alla formazione di Hegel. (N.D.F.)
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Il Bollettino telematico di filosofia politica è ospitato presso il Dipartimento di Scienze della politica della Facoltà di Scienze politiche dell'università di Pisa, e in mirror presso www.philosophica.org/bfp/

A cura di:
Brunella Casalini
Emanuela Ceva
Dino Costantini
Nico De Federicis
Corrado Del Bo'
Francesca Di Donato
Angelo Marocco
Maria Chiara Pievatolo

Progetto web
di Maria Chiara Pievatolo


Periodico elettronico
codice ISSN 1591-4305
Inizio pubblicazione on line:
2000

Il settore "Riviste" è curato da Brunella Casalini, Emanuela Ceva, Corrado Del Bo' e Francesca Di Donato.
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