Bollettino telematico di filosofia politica
Il labirinto della cattedrale di Chartres
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Ultimo aggiornamento 18 febbraio 2002
The Journal of Value Inquiry
The Journal of Value Inquiry


La rivista è presente sul web ed è raggiungibile cliccando qui. Le schede offerte dal BFP sono di Enzo Rossi.

Ecco le schedature del BFP

35 (2001), 1

Nicholas Rescher, Is Reasoning about Values Viciously Circular?, pp. 5-12.

È possibile convalidare razionalmente i giudizi di valore senza cadere in una circolarità viziosa? Rescher risponde affermativamente a questa domanda, proponendo una teoria cognitivista e realista del valore. Per ricavare giudizi di valore dobbiamo partire da premesse dello stesso tipo, assiologicamente connotate. Questo però non implica necessariamente una circolarità viziosa: è infatti possibile utilizzare delle premesse che, seppure valutative, sono non-controverse, intuitive, e non necessitano quindi di una ulteriore fondazione. Questo argomento depone a favore dell'oggettività dei valori, ed è connesso con l'idea che descrizione e normazione condividono gli stessi presupposti epistemologici: entrambe coincidono con la sistematizzazione dell'esperienza, rispettivamente dell'esperienza informativa e dell'esperienza valutativa. Questo punto costituisce una convalida della tesi dell'unità olistica della ragione. (E.R.)

Stephen Satris, Received Opinion and Utilitarianism, pp. 13-25.

R.M. Hare sostiene che non è lecito criticare una teoria morale in nome di opinioni comunemente accettate, altrimenti non sarebbe possibile alcun tipo di critica morale. Satris intende mostrare i limiti di questa posizione. Il problema fondamentale della tesi di Hare è che non è possibile trattare tutte le opinioni comunemente accettate come semplici opzioni fra cui scegliere: esistono valori interiorizzati dai quali non possiamo fare astrazione, perché sono una parte costitutiva del nostro apparato di valutazione. Occorre dunque cercare un equilibrio che consenta di eliminare i pregiudizi fallaci conservando però le risorse necessarie a produrre una valutazione (gli argomenti basati sull'io trascendentale o sulle parti sotto velo d'ignoranza rispondono proprio a questa esigenza). Le opinioni comunemente accettate devono essere una sorta di termine di paragone, dato che non è possibile partire razionalisticamente dal nulla. In questo modo si eviterebbero due opposti estremismi: i) la tendenza (tipica di Hare) a non prendere sul serio le opinioni comunemente accettate in quanto opinioni comunemente accettate, e non in quanto opinioni fallaci, ii) il considerare le opinioni comunemente accettate come una sentenza inappellabile. (E.R.)

Gerald F. Gaus, What is Deontology? Part One: Orthodox Views, pp. 27-42.

Le definizioni di deontologia finora utilizzate dai filosofi morali sono piuttosto vaghe. Per Gaus è necessario chiarire bene il significato di questo termine e le sue implicazioni. È difficile, ad esempio, stabilire se una proprietà del fare-il-giusto (come l'equità, il rispetto per i diritti, etc.) non sia riducibile alla massimizzazione del bene. Per rispondere a questo interrogativo occorrono nozioni della bontà o del valore molto più specifiche, nozioni che consentano di capire se vi sono proprietà del fare-il-giusto che non derivano da proprietà assiologiche. Gaus passa poi in rassegna e discute le concezioni della deontologia di numerosi autori contemporanei (Benn, Frankena, Prichard, Rawls, Ross, Sandel, Scanlon), trattando l'argomento in base alla tradizionale dicotomia fra bene e giusto. L'articolo si conclude con una anticipazione del tema della seconda parte (pubblicata nel numero successivo della rivista), nella quale l'autore cercherà di caratterizzare la deontologia in base alla tipologia delle ragioni per agire. (E.R.)



Come collaborare | Ricerche locali
Il Bollettino telematico di filosofia politica è ospitato presso il Dipartimento di Scienze della politica della Facoltà di Scienze politiche dell'università di Pisa, e in mirror presso www.philosophica.org/bfp/

A cura di:
Brunella Casalini
Emanuela Ceva
Dino Costantini
Nico De Federicis
Corrado Del Bo'
Francesca Di Donato
Angelo Marocco
Maria Chiara Pievatolo

Progetto web
di Maria Chiara Pievatolo


Periodico elettronico
codice ISSN 1591-4305
Inizio pubblicazione on line:
2000

Il settore "Riviste" curato da Brunella Casalini, Emanuela Ceva, Corrado Del Bo' e Francesca Di Donato.
Chi volesse segnalare riviste non incluse nell'elenco o siti web di riviste già segnalate può scrivere a Corrado Del Bo'.