Bollettino telematico di filosofia politica
Il labirinto della cattedrale di Chartres
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Ultimo aggiornamento 26 febbraio 2001
Merkur
Merkur


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Ecco le schedature del BFP

49 (1995), 7
R. Dahrendorf, Europäische Tagebuch (XVI), pp. 563-572.
N.Luhmann, Politik und Wirtschaft, pp. 573-581.
Sull'epoca della società globale: perde di spessore la distinzione tra politica estera e politica interna, ma contestualmente emergono nuove rivendicazioni locali. Sul piano delle politiche economiche, si verifica una omologazione tra partiti liberali e socialisti, tra conservatori e progressisti. La connessione biunivoca tra economia e politica rappresenta un pericolo per la democrazia, i cui presupposti essenziali sono la libertà, in particolare la libertà del dissenso, e la presenza di una salda alternativa. Necessità di un ripensamento dei rapporti tra politica ed economia di mercato. (M.L.C.)
A. Al-Azmeh, Imaginäre Welten des Islamismus. Das Religiöse und das Weltliche in der arabischen Gegenwart, pp. 582-594.
O. Höffe, Häretische Vernunft, pp. 595-607.;
Ricerca di una via intermedia tra i tentativi di affermare un'idea forte di ragione e quelli scettici o postmodernisti di negare ad essa ogni validità. Il concetto di ragione così concepito prende atto della Subversion von Vernunft, ma ne fornisce un'interpretazione in grado di rendere possibile  una sua difesa. Attraverso un'analisi storico-filosofica - rivolta in particolare alla critica della ragione di Pascal - si perviene alla definizione di un concetto di "ragione eretica" che contiene in sé la possibilità  di una nuova forma di ragione. (M.L.C.)
B. Lewis, Eurozentrismus, pp. 644-651.
S. Papcke, Wie ist Frieden möglich?, pp. 654-656.
Sulle condizioni di possibilità della pace nelle relazioni sovranazionali attraverso un rapida analisi storico-filosofica di alcuni progetti di pace settecenteschi. (M.L.C.)
49 (1995), 8
H. Schlaffer, Knabenliebe. Zur Geschichte der Liebsdichtung und zur Vorgeschichte der Frauenemanzipation, pp. 682-694.
M. Seel, Erinnerung an das Wohlergehen, pp. 735-740.
Ogni teorizzazione delle condizioni di una vita buona, individuate nel riconoscimento dei diritti fondamentali di ciascuno, non può prescindere, come spesso viene preteso, dal significato conferito all'aggettivo 'buono'. La filosofia politica contemporanea da John Rawls a Martha Nussbaum non può non confrontarsi così con il concetto di benessere. (M.L.C.)
S. Tönnies, Ich raffe leise nur die Purpurschleppe. Eine kleine Blutspurenlese, pp. 740-743.
Dalla Teoria critica al poststrutturalismo francese fino ad alcune recenti correnti femministe (Barbara Duden) emerge una radicale opposizione nei confronti dei concetti astratti (persona, soggetto etc.). Tuttavia essi rimangono i pilastri, non necessariamente negativi, dell'universalismo occidentale. Al contrario, la costellazione formata da sangue, carne, maternità etc. non può non creare aspettative sinistre. (M.L.C.)
49 (1995), 9/10
H. Bude, Kultur als Problem, pp. 775-782.
Indagine sociologica attorno al concetto di cultura. Cultura come diritto. Cultura come risorsa. Cultura come "illusione". (M.L.C.)
S. Margolina, Identitätsopfer und Identitätsstifter. Gedanken einer Unbefugten, pp. 783-793.
Sullo sfondo dei problemi sollevati dalla realtà multiculturale, viene propugnato un "multiculturalismo liberale". Questa espressione viene definita poi tautologica, perché corrisponde all'essenza del liberalismo; un liberalismo da ripensare, che può avere gli strumenti per affrontare e difendere la prospettiva multiculturale. In questo sforzo esso non deve però snaturare i princìpi fondamentali della libertà individuale e della società civile; così  fraintenderebbe il significato del multiculturalismo. (M.L.C.)
S. Kohlhammer, Die Feinde und die Freude des Islam, pp. 804-824.
C. Meier, Gleichheit und Grenzen. Aristoteles, die Griechen, die Barbaren, die Sklaven, pp. 825-835.
Studio dedicato alla Politica di Aristotele, in particolare ad una reinterpretazione della tesi  secondo cui Greci, Barbari e schiavi differirebbero tra loro per natura. Viene sottolineato come l'opposizione tra Greci, da un lato, e barbari e schiavi, dall'altro,  fosse caratteristica non di Aristotele, bensì dell'intero mondo greco. Osservazioni conclusive sull'attuale potenziale critico costruttivo  della Politica. (M.L.C.)
E. Rathgeb/T. Steinfeld, Egalitäre Bundesrepublik. Die politische Ästhetik kultureller Ereignisse, pp. 865-874.
J. Carey, Die Intellektuellen und die Massen, pp. 875-889.
I. Hartwig, Noten zu Homosexualität, pp. 904-914.
S. Neckel, Krähwinkel und Kabylei. Mit Pierre Bourdieu durch Deutschlands Kultursoziologie, pp. 935-942.
N. Werber, Von Feinden und Barbaren. Carl Schmitt und Niklas Luhmann, pp. 949-957.
Su alcune analogie e differenze tra la teoria politica di Schmitt e la filosofia sociale di Luhmann, con particolare attenzione al problema del nemico. La prospettiva dell'analisi è data dal tema dell'integrazione tra individuo e società, ovvero dell'inclusione e dell' esclusione nella società. La rielaborazione schmittiana del tema del nemico  risponderebbe all'intento di sostenere la tesi dell'esclusione, di contro ad una teoria, quella luhmanniana, che porterebbe strutturalmente all'inclusione del nemico. (M.L.C.)
Dagmar Barnouw, In Zukunft farbenblind? Diskriminierungen in Amerika, pp. 962-967.
W. Winkler, Man kennt es doch, daß sie Ausländer sind, pp. 968-972.
W. Klier, Die deutsche Differenz, pp. 973-980.
49 (1995), 11
M. Schneider, Der Fall Nietzsche. Aus den Akten der letzen Jahre, pp. 983-994.
49 (1995), 12
K.O. Hondrich, Wann ist eine Gesellschaft liberal? Zum Verkältnis von Mehrheiten und Minderheiten, pp. 1073-1083.
La tensione insuperabile tra maggioranze e minoranze deve attuarsi attraverso un processo di apprendimento pacifico e non forzato. Questo è uno dei compiti fondamentali delle società liberali, un compito da assolvere tenendo presente il ruolo democratico delle maggioranze, sulle quali poggia ogni speranza di liberalità. Solo per questa via, adeguatamente istituzionalizzata, le minoranze possono essere garantite. (M.L.C.)
J. Ross, Die ungeliebte Legalität. Zur deutschen Verfassung nach dem Kruzifix-Streit, pp. 1084-1094.
H. Dubiel, Gehegte Konflikte, 1095-1106.
Distinzione concettuale tra gehegte Konflikte , 'guerra' e 'concorrenza'. L'espressione gehegte Konflikte, desunta da Hannah Arendt, individua un tipo di conflittualità sociale, peculiare delle società democratiche e scandita dalla tensione tra dissenso e consenso. Critiche alla tesi di Albert Hirschmann sul criterio da adottare per una tipologia dei conflitti. Il confronto non violento, piuttosto che il compromesso tra posizioni strategiche tra loro concorrenti, rappresenta il conflitto sociale proprio delle democrazie. (M.L.C.)
A. Honold, Hölderlin und die Deutschen. Neue Beiträge zu seiner Wirkungsgeschichte, pp. 1122-1128.
Herz Dietmar, Reaktionäre Vorstelleungen. Zur Kritik am Bundesverfassungsgericht, pp. 1141-1146.
50 (1996), 1
Claus Koch, Europa ohne Verfassung, pp. 10-23.
Karl Otto Hondrich, Ende oder Wandel der Industriegesellschaft?, pp. 24-33.
Hans-Peter Müller, Soziale Gerechtigkeit heute, pp. 34-46.
50 (1996), 2
Theodor W. Adorno, Wozu noch Philosophie?, pp. 95-103.
Ristampa del saggio apparso in "Merkur", 177 (1962).
Dieter Henrich, Vergegenwärtigung des Idealismus, pp. 104-114.
Una riattualizzazione dell'idealismo tedesco, come indagine critica che avanza in tre diverse direzioni: una reiterpretazione unitaria, con attenzione alle problematiche e ai suoi protagonisti; una 'riattualizzazione' come storia delle strumentalizzazioni; una rilettura a partire dalla nostra attuale prospettiva. Particolare attenzione viene riservata ad Hölderlin. (M.L.C.)
50 (1996), 3
Meinhard Miegel, Nachdenken über den Sozialstaat, pp. 216-225.
La questione sociale come tabù in una realtà che, in ogni sua manifestazione, appare individualistica. Sulla possibilità di una rielaborazione dell'idea dello Stato sociale e del suo rapporto con il sistema economico. (M.L.C.)
Ralf Dahrendorf, Liberalismus heute - wofür und wogegen?, pp. 226-233.
Ristampa del saggio apparso in "Merkur", 328 (1975).
50 (1996), 4
Dieter Henrich, Philosophie. Eine Kolumne. Zwei Naturalismen auf englisch, pp. 334-343.
Sulla natura degli interrogativi filosofici: si tratta di domande fondamentali, che possono orientare o condizionare l'agire degli individui e che si spingono ai limiti delle capacità conoscitive. Le tesi epistemologiche di John McDowell e Colin McGinn. (M.L.C.)
50 (1996), 5
Manfred Henningsen, Die Transformation Amerikas. Die USA zwischen nationaler Krise und globaler Hegemonie, pp. 389-399.
Mark Lilla, Was ist Gegenaufklärung?, pp. 400-411.
Hannah Arendt, Adolf Einchmann. Von der Banalität des Bösen, pp. 412-426.
Ristampa del saggio apparso in "Merkur",186 (1963).
Martin Lüdke, Wahrer Adel. Zu den Briefwechseln Arendt und McCarthy, Nabokov und WIison, pp. 441-449.
Richard Klein, Kritische Theorie in Briefen. Zu Benjamin, Adorno und Horkheimer, pp. 449-454.
50 (1996), 6
Jean Améry,  Die Tortur, pp. 502-515:
Ristampa del saggio apparso in "Merkur", 208 (1965).
50 (1996), 7
R. Dahrendorf, Warum Europa? Nachdenkliche Anmerkungen eines skeptischen Europäers, pp. 559-577.
Sulla necessità di una definizione adeguata dell'Unione europea e della comprensione critica delle sue debolezze. Ad essere indagato è in particolare il rapporto tra gli Stati nazionali e la superpotenza europea. (M.L.C.)
U. Menzel, Weltinnenpolitik. Perspektiven und Grenzen eines idealistischen Projekts in weltbürgerlicher Absicht, pp. 578-591.
Il problema dell'affermazione internazionale dei diritti umani e dell'estensione mondiale della prassi democratica viene affrontato a partire da un excursus storico-filosofico. Vengono individuate e contrapposte due tradizioni di pensiero: quella "idealista", rappresentata qui da Grozio, Kant e Smith, e quella realista di Machiavelli, Hobbes e Clausewitz. L'analisi prosegue con alcune considerazioni storiche sugli esiti della Seconda guerra mondiale che resero ancora più cogente il tema della pace, e diedero vigore a quella linea "idealista", la cui concretizzazione doveva ricevere nuovo impulso con la svolta del 1989. (M.L.C.)
50 (1996), 8
A. Gehlen, In die Freiheit verstrickt. Zur Situation der modernen Kunst, pp. 730-734.
Ristampa del saggio apparso in "Merkur", n. 146 (1960)
50(1996), 9/10
O. Höffe, Über die Macht der Moral, pp. 747-760.
Indagine sul rapporto tra morale, politica e diritto. In particolare viene sottolineata da un lato l'importanza della morale, dall'altro la sua precarietà. Nel corso dell'analisi vengono assunti come punti di riferimento privilegiati Hobbes e Kant. (M.L.C.)
J. Lau, Heiligkeit, Entlastung und Empörung. Über einige Topoi der Moraldiskurse, pp. 761-771.
Sulla ineludibilità della questione morale. Individuazione di alcune recenti concezioni della morale con riferimento ad Adorno, Zygmunt Bauman, Peter Singer, Nietzsche e Rorty. L'articolo si conclude con l'analisi della riflessione filosofica di Michael Walzer quale via intermedia tra relativismo e universalismo, o ancora tra pluralismo e monismo. (M.L.C.)
50(1996), 12
J. Habermas, Heinrich Heine und die Rolle des Intellektuellen in Deutschland, pp. 1122-1137.
Ristampa del saggio apparso già in "Merkur", n. 448 (1986). Sull'influenza di Heine nella formazione culturale e politica della Germania. Sulla ricezione e la strumentalizzazione ideologica del suo pensiero, ripercorsa attraverso gli eventi salienti della storia tedesca e gli studi più significativi dedicati al ruolo politico degli intellettuali. (M.L.C.)
51 (1997), 1
K.-H. Bohrer, Möglichkeiten einer nihilistischen Ethik (1), pp. 1-19.
Definizione e difesa del nichilismo etico attraverso una rilettura dei contributi in poesia di Baudelaire, Leopardi, Rosanows e Cioran. (M.L.C.)
H. Brunkhorst, Im Licht dialogischer Wahrheit. Rorty, Putnam und die Frankfurter Schule, pp. 20-29.
Sulla tradizionale opposizione tra Teoria critica e Pragmatismo americano. Alcune affinità tra i lavori di Horkheimer della prima metà degli anni Trenta e le tesi del pragmatismo. Sull'interesse da parte degli eredi diretti della prima Scuola francofortese, in particolare di Habermas, per la corrente filosofica americana e sul perdurare, dai primi anni Ottanta fino ad oggi, di elementi di attrito e di sintonia. (M.L.C.)
H. Weinrich, Warum will Kant seinen Diener Lampe vergessen?, pp. 41-51.
Alcune riflessioni sulla biografia kantiana incentrate sul ruolo rivestito da Martin Lampe a fianco del filosofo, e sulle ragioni del suo licenziamento nel 1802. (M.L.C.)
51 (1997), 2
M. Henningsen, Die Regime des Terrors, pp. 105-116.
Sul tema dell'olocausto a partire dal resoconto delle più recenti pubblicazioni sull'argomento, dal libro di Daniel Jonah Goldhagen ai lavori di Rudolph Rummel e David Stannard. Al centro dell'attenzione è la discussa tesi dell'unicità dello sterminio degli ebrei perpetrato durante il regime nazionalsocialista. (M.L.C.)
E.-Wo. Böckenförde, Die Verfolgung der deutschen Juden als Bürgerverrat, pp. 165-170.
Viene ripercorsa in sintesi la storia dell'emancipazione degli ebrei in Germania fino alla catastrofe del 1933. Tappa iniziale del processo è l'editto prussiano del 1812, con il quale non si raggiunse la piena eguaglianza; ma la distinzione tra prussiani ed ebrei col tempo venne a perdere di significato, per essere sostituita da un criterio di differenziazione religioso. L'analisi si conclude con un richiamo alla tesi di Goldhagen che, al di là della sua fondatezza, lascia aperto il problema del Bürgerverrat. (M.L.C.)
51 (1997), 4
K.-O. Hondrich, Wie werden wir die sozialen Zwänge los? Zur Dialektik von Kollektivisierung und Individualisierung, pp. 283-292.
Reinterpretazione della tensione tra Individualisierung e Kollektivisierung. Analisi sociologica delle conseguenze dei processi di individualizzazione, e determinazione dei vincoli impliciti in essi. (M.L.C.)
R. Koselleck, Vom Sinn und Unsinn der Geschichte, pp. 319-334.
Sulla necessità di un approfondimento preliminare del concetto di 'mancanza di senso', per una riflessione sulla storia come storia dotata di senso. Sulla relatività delle nozioni di Sinn e di Unsinn, se indagate dalla prospettiva degli accadimenti storici. Sulla distanza che separa gli eventi storici dall'analisi di essi, i processi storici dalla storia come scienza. Sulla rilevanza di questa diversità di piani in rapporto alla rispettiva presenza o assenza di razionalità. (M.L.C.)
51 (1997), 5
Je. Starobinski, Rousseau als "Marginalist" Montaignes. Fünf unveröffentlichte Randnotizen, pp. 391-405.
Sulla scia della vecchia tesi secondo cui Rousseau si sarebbe ispirato a Montaigne fino a raggiungere quasi il plagio, assumono notevole rilievo gli appunti rousseauiani a margine della copia degli Essais Tali annotazioni vengono riportate, commentate e contestualizzate entro la riflessione filosofica del Ginevrino. (M.L.C.)
K. H. Bohrer, Poetischer Nihilismus und Philosophie. Möglichkeiten einer nihilistischen Ethik (II), pp. 406-421.
Secondo momento di una riflessione volta a ridefinire il nichilismo etico come nichilismo poetico. Il nichilismo viene ora guardato dalla prospettiva del tempo, in particolare attraverso i contributi di Montaigne e Feuerbach. Montaigne è il pensatore che più si avvicina all'idea di nichilismo propugnata dall'autore, poiché prende le distanze da un approccio strettamente filosofico, incapace per essenza di cogliere l'individuale. (M.L.C.)
51 (1997), 6
D. Baecker, Ernste Kommunikation, pp. 486-495.
Sull'"esser serio" della comunicazione come serietà paradossale di second'ordine (una serietà che non riguarda i contenuti oggetto della comunicazione).
W. Mommsen, Intellektuelle und der Kommunismus. Über François Furets Das Ende der Illusion, pp. 533-538.
A. Kuhlmann, Ist da jemand? Robert Spaemann und die Bioethik, pp. 539-543.


Come collaborare | Ricerche locali
Il Bollettino telematico di filosofia politica è ospitato presso il Dipartimento di Scienze della politica della Facoltà di Scienze politiche dell'università di Pisa, e in mirror presso www.philosophica.org/bfp/

A cura di:
Brunella Casalini
Emanuela Ceva
Dino Costantini
Nico De Federicis
Corrado Del Bo'
Francesca Di Donato
Angelo Marocco
Maria Chiara Pievatolo

Progetto web
di Maria Chiara Pievatolo


Periodico elettronico
codice ISSN 1591-4305
Inizio pubblicazione on line:
2000

Il settore "Riviste" curato da Brunella Casalini, Emanuela Ceva, Corrado Del Bo' e Francesca Di Donato.
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