Bollettino telematico di filosofia politica
Il labirinto della cattedrale di Chartres
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Ultimo aggiornamento 2 maggio 2002
Notizie di Politeia

Notizie di Politeia


La rivista non è presente sul web. Le schede offerte dal BFP sono di Francesca Di Donato e Gloria Larini.

Ecco le schedature del BFP

15 (1999), 55

Susan Sherwin, Bioetica femminista e autonomia relazionale: una prospettiva nuova, pp. 3-11.

Adottare una prospettiva femminista significa in primo luogo rilevare l'oppressione su un gruppo sociale (le donne) che si manifesta sotto forma di sfruttamento, emarginazione, sopraffazione culturale, mancanza di potere e rischio di subire violenza. In secondo luogo esprimere un giudizio di condanna di questa oppressione. In terzo, esprimere la volontà di agire per l'eliminazione dell'ingiustizia. In particolare, occuparsi di bioetica da un punto di vista femminista significa tener conto della prospettiva di genere, nel tentativo di argomentare che l'analisi morale di una pratica deve far posto allo studio del ruolo che quella pratica gioca nel mantenimento delle strutture di oppressione esistenti. In merito alle questioni morali relative alla procreazione, mentre gli approcci non femministi si fondano su una generica proclamazione liberale dell'autonomia personale, il femminismo si basa su interpretazioni della libertà riproduttiva sensibili al legame tra libertà sociale delle donne e controllo da parte di queste dell'attività riproduttiva. Inoltre il femminismo ha tentato di ampliare la gamma delle questioni contestualizzando le problematiche e rifiutando le barriere tra riflessione accademica e impegno sociale; sul versante concettuale si propone di riformulare molti concetti chiave della bioetica. Sherwin si concentra sul concetto di autonomia e propone una concezione relazionale dell'autonomia che vede la persona come prodotto delle relazioni interpersonali e politiche di cui fa esperienza. (F.D.D.)

Commento di C. Botti , pp. 12-16. La nozione di oppressione si oppone a quella di etica della cura, che assegna alle donne una differente morale, ma anche la prima presenta problemi perché, assunta come concetto fondamentale della teorizzazione, contribuisce al rafforzamento degli stereotipi che vedono la donna debole e da proteggere. Inoltre l'oppressione ripropone la dicotomia patriarcale oppressore-vittima che invece va decostruita. La visione di Sherwin dell'autonomia relazionale è apprezzabile, ma i rimedi alla situazione cadono nel paternalismo se, nella pretesa di agire nel bene della persona, finiscono con l'esautorarla l dalla scelta. La Sherwin vede nelle sfere della politica tradizionale il luogo di azione, mentre è importante prendere spunto dalle relazioni tra le persone. (F.D.D.)

Commento di E. Chelo, pp.16-17. La questione può essere posta domandandosi se un'offerta tecnologica più ampia allarga la sfera di libertà dell'individuo o invece (paradossalmente) la restringe. (F.D.D.)

Commento di M.M. Marzano-Parisoli, pp.17-21. Il contributo della Sherwin è relativo al suo concetto di autonomia personale. Alcune femministe hanno parlato di autokoinonia, intendendo con questa una situazione che vede l'essere umano che vive l'esperienza morale come esperienza comunitaria. Altre (Winnicot) parlano di autonomia dinamica secondo la quale ogni individuo non può essere considerato indipendentemente dal contesto interpersonale in cui vive. L'autonomia relazionale proposta dalla Sherwin va oltre l'autonomia, il regno delle scelte a costo zero, e dunque irreale. La libertà concessa alle donne non è altro se non quella di nuotare in un acquario costruito da altri e in cui non si è scelto di entrare (Mac Kinnon). Col concetto di autonomia relazionale l'autrice propone un ritorno al principio di realtà. (F.D.D.)

Commento di G. Melandri , pp. 21-25. La Sherwin individua tre questioni cruciali: la messa in discussione della neutralità della scienza, la pretesa di un punto di vista bioetico universalmente condiviso e l'autonomia relazionale. Se infatti la bioetica esiste solo nel pluralismo, allo stesso tempo una concezione rigidamente liberale sulla neutralità etica della legge risulta inadeguata. La soluzione deve consistere in un'etica ancorata all'esperienza che si fondi su un sistema giuridico flessibile che permetta di essere pronti a rivedere ed adattare le scelte. All'analisi di Sherwin aggiunge l'importanza del fatto di costruire un umanesimo che accetti i figli comunque nati e obietta la preminenza accordata al concetto di oppressione che ripropone la dicotomia maschile femminile. (F.D.D.)

Commento di S. Vegetti Finzi , pp. 25-28. Il contributo di Sherwin è rilevante per il confronto col femminismo italiano perché fissando la sua posizione come femminista, connessa a un'ottica di parte, rifiuta l'universalità (maschile). Inoltre il suo femminismo si caratterizza per l'attenzione all'oppressione e alla discriminazione delle donne, mentre il pensiero femminista italiano, essendo le diseguaglianze in Italia più di fatto che di diritto, rivolge la propria attenzione in modo particolare alla 'dissimmetria culturale'. Il femminismo italiano non ha affrontato i problemi reali, tra cui i temi sulla riproduzione artificiale, ed ha assunto il punto di vista maschile della libertà individuale. Su questo terreno però è in gioco il rapporto tra libertà e responsabilità. Se la relazione (uomo donna) è un valore, la libertà di procreazione deve appartenere alla coppia e non al singolo. Infine, la libertà della Sherwin è una libertà negativa, come liberazione da, ed è priva della componente costruttiva, creativa e utopica della libertà. (F.D.D.)

Serena Olsaretti, Eguaglianza, giustizia e proprietà di sé. Conversazione con G.A. Cohen, pp. 106-116.

Attraverso una intervista a G.A. Cohen l'autrice promuove una riflessione critica sui concetti di libertà, eguaglianza, giustizia e proprietà di sé presenti nel pensiero politico del filosofo, stimolando un confronto di idee con le teorie di pensatori contemporanei come Rowls, Dworkin, Pogge ed altri. (G.L.)



Come collaborare | Ricerche locali
Il Bollettino telematico di filosofia politica è ospitato presso il Dipartimento di Scienze della politica della Facoltà di Scienze politiche dell'università di Pisa, e in mirror presso www.philosophica.org/bfp/

A cura di:
Brunella Casalini
Emanuela Ceva
Dino Costantini
Nico De Federicis
Corrado Del Bo'
Francesca Di Donato
Angelo Marocco
Maria Chiara Pievatolo

Progetto web
di Maria Chiara Pievatolo


Periodico elettronico
codice ISSN 1591-4305
Inizio pubblicazione on line:
2000

Il settore "Riviste" curato da Brunella Casalini, Emanuela Ceva, Corrado Del Bo' e Francesca Di Donato.
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