Bollettino telematico di filosofia politica
Il labirinto della cattedrale di Chartres
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Ultimo aggiornamento 8 gennaio 2004

Il Politico


La rivista è presente sul web ed è raggiungibile cliccando qui. Il Gruppo ESSPER mette, invece, a disposizione degli spogli. Le schede offerte dal BFP sono di Daniele Albasini.

Ecco le schedature del BFP

1999, 1 1999, 2 1999, 3 1999, 4
2000, 1 2000, 2 2000, 3 2000, 4
2001, 1 2001, 2 2001, 3

TOP64 (1999), 2

Raimondo Cubeddu, Informazione, conoscenza e politica in Hayek, pp. 169-193.

Muovendo dal riconoscimento del ruolo fondamentale che il concetto di "ordine" assume nel pensiero di Hayek, l'autore intende mettere in luce la relazione tra individual order ed extended order. L'analisi tiene in particolare considerazione la teoria della conoscenza sviluppata da Hayek nei saggi metodologici degli anni Trenta e Quaranta e, soprattutto, in The Sensory Order. Di fatto, secondo l'autore, la filosofia politica di Hayek si fonda su una teoria della conoscenza e non su assunti di carattere etico. (D.Al.)

TOP65 (2000), 1

Giovanni Fassin, Potere e memoria. Appunti sulla genealogia in Foucault, pp. 91-120.

L'articolo traccia un percorso tra le opere di Foucault mettendo in luce le modalità attraverso cui il potere si costituisce come problema, assumendo una fondamentale valenza ontologica. Assunto centrale della concettualizzazione foucaultiana è la priorità della dimensione “orizzontale” delle pratiche sociali rispetto alla classica relazione “verticale” tra un'autorità politica dominante e il corpo sociale. (D.Al)

Daniela Piana, La nozione di senso morale in Adam Smith e l'irreversibilità delle norme sociali, pp. 121-140.

L'analisi è centrata sulla nozione di senso morale sviluppata da A. Smith nella Teoria dei sentimenti morali, considerata come chiave esplicativa di alcuni problemi lasciati insoluti dalla tradizione filosofico-politica di matrice liberale. Smith va dunque considerato, nell'ottica dell'autrice, un precursore della teoria dei valori elaborata da Friedrich von Hayek, giacché, spiegando in termini individualistici lo sviluppo del senso morale nell'attore sociale, giunge a formulare interessanti osservazioni sull'indebolimento di tipo non intenzionale delle regole sociali. (D.Al)

Sebastiano Maffettone, La filosofia politica in Italia oggi, pp. 141-149.

L'articolo, che è il testo della conferenza introduttiva al Convegno sulla filosofia politica tenutosi a Roma nel novembre del 1999, traccia un quadro sintetico dello stato attuale della filosofia politica italiana. In particolare l'autore suddivide le varie correnti teoretiche in due grandi filoni, uno più incline ad analizzare gli aspetti normativi della teoria politica e l'altro più propenso a privilegiare la dimensione storico-ermeneutica. Le spinte alla globalizzazione e la riedizione di conflitti etnico-culturali rappresentano le sfide per la riflessione futura in cui sarà opportuno integrare entrambi gli indirizzi di ricerca. (D.Al.)

TOP65 (2000), 2

Antonio Zorzi Giustiniani, Rule of Law, costituzionalismo, stato amministrativo in Hayek, pp. 229-260.

L'articolo mira a rivalutare la teoria delle istituzioni politiche presente nell'opera di Hayek, deliberatamente ignorata, per non dire ostracizzata, dagli studiosi di diritto costituzionale che lo hanno sempre considerato un non addetto ai lavori. Hayek ha in realtà consegnato ai suoi scritti una visione ideale del diritto e delle istituzioni che rivaluta i processi di produzione giuridica spontanei e consuetudinari nel solco della tradizione di common law, entro cui si è consolidato sia l'ideale del Rule of Law, sia quello del costituzionalismo temperato. (D.Al.)

TOP65 (2000), 4

Flavia Monceri, Filosofia politica e universalismo “metodologico” in Othmar Spann, pp. 571-596.

L'opposizione metodologica tra individualismo e universalismo nello studio dei fenomeni sociali è uno dei temi cruciali della riflessione di Othmar Spann. L'articolo mette in luce le ragioni della critica rivolta all'individualismo metodologico proposto dal fondatore della Scuola Austriaca, Carl Menger, nonché l'emergere, non privo di risvolti problematici, di un modello alternativo e più affidabile nell'analisi dei fenomeni e delle istituzioni sociali, basato sulla nozione di “totalità” (Ganzheit), mai però concepita come astratto presupposto metafisico, ma come “relazione duale realizzata” (Gezweiung), che “risveglia” potenzialità prima inutilizzate tra i due membri della relazione, conservando immutato il valore dell'individuo che ne entra a far parte. (D.Al.)

TOP66 (2001), 2

Norman Barry, The Philosophy and Politics of Welfare Reform in the United States, pp. 229-250.

L'articolo analizza il dibattito sul welfare registratosi negli ultimi vent'anni negli Stati Uniti, privilegiando le prospettive libertarie e conservatrici, poiché è al loro interno che si sono confrontate le voci degli autori più attivi nel movimento di riforma del welfare. L'autore fissa una distinzione fondamentale tra coloro che sostengono che i problemi del welfare sparirebbero se solo lo stato si astenesse da ogni forma di intervento, delegando alla società civile e al sistema di mercato la risoluzione di ogni problematica legata al welfare, e coloro che invece riservano allo stato la funzione paternalistica di sensibilizzare ed educare la gente al mercato del lavoro e al sistema delle assicurazioni. (D.Al)

Alberto Majocchi, Sviluppo sostenibile e globalizzazione: conflitto o compatibilità?, pp. 309-318.

L'autore mette a fuoco in maniera emblematica il tema dell'impatto della globalizzazione sulle questioni di protezione ambientale per dimostrare che gli effetti benefici della globalizzazione esigono l'adozione di politiche adeguate, intraprese da un governo mondiale che assicuri a tutti i Paesi uguali opportunità di sviluppo. Nello scenario attuale, dominato da un'unica superpotenza, gli Stati Uniti, è indispensabile la creazione di una federazione europea capace di negoziare e promuovere su un piano di parità un programma di sviluppo sostenibile dell'economia mondiale. (D.Al)

Antonio Masala, Bruno Leoni filosofo della politica, pp. 271-307.

L'autore ricostruisce l'evoluzione del pensiero di Bruno Leoni, mettendone in luce attraverso l'analisi delle dispense dei corsi universitari tenuti presso l'ateneo pavese le tappe più significative e mostrando la continuità della sua riflessione. In particolare si sofferma su tre momenti salienti del percorso intellettuale di Bruno Leoni: la ricostruzione del pensiero giuridico nel mondo antico; l'analisi dei concetti di potere e di stato come base preliminare per un riesame della teoria politica; la formulazione di un'originale teoria del diritto, fondata sul concetto di pretesa individuale. (D.Al.)


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Il Bollettino telematico di filosofia politica è ospitato presso il Dipartimento di Scienze della politica della Facoltà di Scienze politiche dell'università di Pisa, e in mirror presso www.philosophica.org/bfp/

A cura di:
Brunella Casalini
Emanuela Ceva
Dino Costantini
Nico De Federicis
Corrado Del Bo'
Francesca Di Donato
Angelo Marocco
Maria Chiara Pievatolo

Progetto web
di Maria Chiara Pievatolo


Periodico elettronico
codice ISSN 1591-4305
Inizio pubblicazione on line:
2000

Il settore "Riviste" curato da Brunella Casalini, Emanuela Ceva, Corrado Del Bo' e Francesca Di Donato.
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