Bollettino telematico di filosofia politica
Il labirinto della cattedrale di Chartres
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Ultimo aggiornamento 2 dicembre 2002


Quaderni fiorentini per una storia del pensiero giuridico moderno


La rivista non è presente sul web. Le schede offerte dal BFP sono di Nico De Federicis.

1995 1996 1997
1998 1999 2000

Ecco le schedature del BFP

TOP 24 (1995)

P. Nerhot, La verité au histoire et le metier d'historien. Réflexions à partir de "la France des Lumières", Daniel Roche, Fayord, 1993, pp. 11-138.

M. Stolleis, La réception de Bodin en Allemagne, pp. 141-56.

V. Tau Anzoátegui, Fragmento de una cultura juridica desasparecida. Un manuscrito del espanol Videnia sobre Derecho natural (1712), pp. 157-98.

C. Petit, La prensa en la Universidad: Rafael de Urena y la 'Revista de ciencias jurídicas y sociales' (1918-36), pp. 199-302.

J.M. Portillo, La historie del primer constitutionalismo espanol. Proycto de investigacion, pp. 303-73.

TOP 25 (1996)

M. Stolleis, De regno recte instituendo et administrando. Eine unbekannte Disputation von Johannes Althusius (a cura di M. Scattola), pp. 13-63.

Una disputa politica inedita condotta da Althusius nel 1602.

G. Duso, Una prima esposizione del pensiero politico di Althusius: la dottrina del patto e la costituzione del regno, pp. 65-126.

J.-F. Schaub, Le temps et l'Ètat: vers un nouveau régime historiographique de l'ancien régime français, pp. 127-81.

J.M. Portillo Valdés, Los limites de la monarquia. Catecismo de estado y costitución politica en Espana a finales de siglo XVIII, pp. 183-263.

P. Grossi, Un diritto senza stato. La nozione di autonomia come fondamento della costituzione giuridica medievale, pp. 267-84.

Prendendo come proprio riferimento una metodologia storica in grado di comprendere il pluriprospettivismo delle ricostruzioni storiografiche, Grossi rivaluta la concezione medievale dell'ordine giuridico e politico. La prospettiva moderna della sovranità dello stato viene criticata radicalmente perché fonte di una visione del potere politico accentratrice e tendenzialmente totalitaria (p. 213). Al contrario, nella prospettiva politica medievale prima dello stato c'è il diritto (p. 272), come testimonia il fatto che il principio di autonomia era realizzato come un pluralismo degli ordinamenti, al quale si connette la mancanza di una gerarchia delle fonti. (N.D.F.)

B. Clavero, Imperio de la ley y rule of law: Léxico jurídico y tópico constitucional, pp. 285-46.

A.M. Lopez y Lopez, Esatado social y sujeto privado: una reflexion finisecular, pp. 409-66.

TOP 26 (1997)

Percorsi del centralismo borbonico in Francia e Spagna nel XVIII secolo

P. García, Trobat; J. Correa Ballester, Centralismo y administración: Las intendentas borbónicos en España, pp. 19-54.

C. García García, El reformismo borbónico y la fiscalidad local, pp. 55-84

P. Minard, L'oeil et la main de l'état: les missions des inspecteurs dans manufactures en France au XVIIIe siècle, pp. 85-157.

P. Payen, Parlament et administration judiciaire, pp. 139-182.

J. Thibaut-Payen, Salubrité publique et sépulture: un example d'administration judiciaire au XVIIIe siècle, pp. 183-240.

Studi

L. Paladin, La questione del metodo nella storia costituzionale, pp. 243-263.

J. Schröder, Aequitas und Rechtsquellenlehre in den früen Neuezeit, pp. 265-305.

L. Moscati, Un'inedita lettera di Savigny a Bollati, pp. 307-324.
L'a. presenta il testo di una lettera di F.C. v. Savigny datata 31 agosto 1852 e inviata da Schlangenbad (una località nei pressi di Francoforte sul Meno) senza alcun riferimento sul destinatario. Reperita all'interno della Sammlung di Diederichs, un noto editore e collezionista dell'epoca, la M. ne identifica ora il destinatario in Emanuele Bollati, avvocato torinese e primo traduttore della Geschichte des romischen Rechts in Mittelalter (1798). (N.D.F.)

J.Q. Whitmann, At the scholarly Sources of Weber's Melancholy, pp. 325-362.

P. Grossi, Il disagio di un 'legislatore' (Filippo Vassalli e le aporie dell'assolutismo giuridico), pp. 377-405.

TOP 27 (1998)

P. Grossi, Modernità politica e ordine giuridico, pp. 13-79.

P. Ferreira da Cunha, La restauration portugaise et la théorie constitutionnelle, pp. 43-81.

U. Petronio, La nozione di 'code civil' fra tradizione e innovazione (con un cenno alla sua pretesa "completezza"), pp. 85-115.

M. La Torre, La lotta del "nuovo" diritto contro il "vecchio". Georg Jellinek pensatore della modernità, pp. 117-149.

B. Bravo Lira, Entre dos constituciones, histórica y escrita. Scheinkonstitutionalismus en España, Portugal e hispanoamérica, pp. 151-167.

P. Grossi, Itinerarî dell'assolutismo giuridico. Saldezze e incrinature nelle parti generali di Chironi, Coviello e Ferrara, pp. 169-227.

M. Sbricioli, "Vidi communiter observari". L'emersione di un ordine penale pubblico nelle città italiane del secolo XIII, pp. 231-268.

B. Clavero, Les domains de la propriété, 1789-1814: propriedades y propriedad en el laboratorio revolucionario, pp. 269-378.

P. Grossi, Aequitas canonica, pp. 379-396.



TOP 28 (1999)

Continuità e trasformazione: la scienza giuridica italiana tra fascismo e repubblica

R. Faucci, Dall' "economia pragmatistica" corporativa alla programmazione economica: il dibattito tra gli economisti, pp. 9-58.

P. Costa, Lo 'stato totalitario': un campo semantico nella giuspubblicistica del fascismo, pp. 61-174.

Ampia ricostruzione del concetto di stato 'totale' (o totalitario) nella giuspubblicistica degli anni del fascismo. L'A. suggerisce di guardare anzitutto alle differenti tipologie in cui prende forma il 'tipo ideale' del totalitarismo. Pertanto, pur senza rinunciare per questo alla possibilità di formulare "analogie strutturali" tra i vari regimi totalitari, questo studio si occupa di ricercare i modi in cui quella dottrina fu recepita nella cultura giuridica dello stato italiano durante il ventennio. Costa passa poi a indagare le linee di continuità e le linee di frattura tra il totalitarismo italiano e le concezioni tradizionali dello stato (pp. 63-64). Attraverso una dettagliata ricostruzione dei campi semantici di esplicazione del termine (rapporto con le idee di stato di diritto, di rappresentanza politica, eticità ecc.) il saggio giunge fino alla decostruzione del concetto di stato totalitario negli anni quaranta, dopo la fine del regime. (N.D.F.)

P. Cappellini, Il fascismo invisibile. Una ipotesi di esperimento storiografico sui rapporti tra codificazione civile e regime, pp. 175-292.

Il lavoro si occupa del problema dell'eredità fascista nel codice civile del 1942. Contro la difesa quasi unanime del codice da parte della scienza giuridica della 'nuova Italia', l'A. ripercorre le critiche di Giacomo Noventa e di Giovanni Miele a una scienza giuridica posta non al servizio della società, ma del legislatore. Si passa successivamente ad un'analisi dell'incidenza dei contributi di Finzi e Mossa. (N.D.F.)

U. Breccia, Continuità e discontinuità negli studi di diritto privato. Testimonianze e divagazioni sugli anni anteriori e successivi al secondo conflitto mondiale, pp. 293-509.

G. Cazzetta, L'autonomia del diritto del lavoro nel dibattito giuridico tra fascismo e repubblica, pp. 511-629.

A. Iannarelli, La cultura agraristica tra codificazione e costituzione (1935-1952), pp. 631-712.

A. Proto Pisani, Il codice di procedura civile del 1940 fra pubblico e privato: una continuità nella cultura processualistica rotta con cinquanta anni di ritardo, pp. 713-747.

F. Lanchester, La dottrina costituzionalistica italiana tra il 1948 e il 1954, pp. 749-785.

Parte di una pių ampia ricerca sul ruolo dei giuspubblicisti in Europa, il saggio prende in esame l'atteggiamento della dottrina costituzionalistica nel passaggio dalla dittatura all'ordinamento democratico. A partire dalla grande eredità di Vittorio Emanuele Orlando al calare dell'ottocento, l'A. prende in esame la funzione differente che una tale eredità svolse nello stato fascista per opera degli amministrativisti (Santi Romano e Oreste Ranelletti), da un lato, e dei costituzionalisti (Mortati, Chiarelli e Crisafulli), dall'altro. L'A. ricostruisce infine la genesi della linea di continuità che si afferma dopo la Costituente e la Costituzione repubblicana. (N.D.F.)

C. Marzuoli, Su alcuni aspetti della dottrina del diritto amministrativo tra fascismo e repubblica: appunti per dei giudizi da rivedere, pp. 787-816.

M. Sbriccoli, Le mani nella pasta e gli occhi al cielo. La penalistica italiana negli anni del fascismo, pp. 817-850.

C. Cardia, Diritto e famiglia negli anni '30 e '50, pp. 853-879.

G.B. Ferri, Patologie contrattuali e circolazione della proprietà, pp. 881-959.

A. Corpaci, Note su la dottrina amministrativa italiana e la giustizia amministrativa tra fascismo e repubblica, pp. 961-997.

P. Gross, Itinerari dell'impresa, pp. 999-1038.

B. Sordi, La resistibile ascesa del diritto pubblico dell'economia, pp. 1039-1075.

L'articolo ripercorre i momenti principali del passaggio dal diritto pubblico dell'economina di tipo tradizionale, sviluppato dalla dottrina ottocentesca incentrata sulla nozione di amministrazione "autoritativa", a un nuovo profilo giuridico della materia, che si connette al contrario con la nozione di "amministrazione imprenditoriale". L'A. attraversa nella sua esposizione la fase del diritto corporativo (che caratterizza il ventennio), per passare all'analisi degli "ordinamenti di settore" nel dopoguerra. Oggi l'evoluzione della materia trova invece sul suo cammino un'esigenza di interazione tra pubblico e privato sempre più ampia, da un lato, e il nuovo potere regolativo sovranazionale, dall'altro. (N.D.F.)

TOP 29 (2000)

A. Giuliani, Omaggio ad Alessandro Giuliani, pp. 13-23.

S. Mannoni, La dottrina costituzionalistica di Sieyès, pp. 25-53.

D. Tafani, Kant e il diritto di punire, pp. 55-84.

B. Clavero, Constituyencia de derechos entre América y Europa: Bill of Rights, We the People, Freedom's Law, American Constitution, Constitution of Europe, pp. 87-171.

P. Grossi, Oltre le mitologie giuridiche della modernità, pp. 217-240.

Si tratta della prolusione che Paolo Grossi ha tenuto in occasione del "Premio Amalfi" (conferitogli il primo settembre 2000).
Seguendo la propria interpretazione della natura 'autoritaria' del diritto moderno, l'A. sostiene la tesi secondo la quale il 'giusnaturalismo' avrebbe elaborato un formidabile strumento di produzione mitologica, al fine di sostenere una dottrina del diritto non più in grado di operare una fondazione autonoma (p. 217). Il risultato per la scienza giuridica è stato il mito dell'assolutezza della legge, nella quale si concentra l'aspetto peculiare dell'esercizio del potere (e dunque della violenza che di quello rappresenta lo specchio): infatti, identificare la natura della norma nel suo aspetto potestativo significa pensarla come sanzione. A differenza della nozione moderna del diritto, quella medievale era incentrata sull'idea di societas; vale a dire poneva al proprio centro le differenze e le particolarità interne alla comunità. Di queste il diritto tentava una conciliazione sulla base dell'idea di unità nella molteplicità (p. 230). Pertanto, invece della nozione di norma giuridica il diritto medievale poneva al centro del proprio interesse il concetto di ordinamento: ordinare vuol dire "comporre quella unità complessa e plurale sì da permettere alle diversità di diventare forza di quella unità senza annichilirsi" (p. 230). Su queste premessa l'A. rinnova le obiezioni al positivismo giuridico di Kelsen e dei suoi successori, mentre ricorda il valore dell'opera di Santi Romano, che ha istituito nella società le radici dell'ordinamento giuridico. (N.D.F.)

M. La Torre, Un giurista nel crepuscolo di Weimar. Politica e diritto nell'opera di Hermann Heller, pp. 241-305.



Come collaborare | Ricerche locali
Il Bollettino telematico di filosofia politica è ospitato presso il Dipartimento di Scienze della politica della Facoltà di Scienze politiche dell'università di Pisa, e in mirror presso www.philosophica.org/bfp/

A cura di:
Brunella Casalini
Emanuela Ceva
Dino Costantini
Nico De Federicis
Corrado Del Bo'
Francesca Di Donato
Angelo Marocco
Maria Chiara Pievatolo

Progetto web
di Maria Chiara Pievatolo


Periodico elettronico
codice ISSN 1591-4305
Inizio pubblicazione on line:
2000

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