Bollettino telematico di filosofia politica
Il labirinto della cattedrale di Chartres
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Ultimo aggiornamento 5 gennaio 2003

Revista Portuguesa de Filosofia


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Ecco le schedature del BFP

57 (2001), 4

Paul Valadier, Le mal politique, pp. 859-870.

In questo articolo, viene affrontata la questione del male politico a partire dalla lettura dell'opera di Hannah Arendt, La culpabilité organisée (1945). Di fronte alla presenza del male, compito della filosofia non è soltanto quello di descrivere il fenomeno, ma anche - e soprattutto - ricercarne le cause. Occorre pertanto rispondere alla domanda fondamentale: perché la politica, intesa come luogo in cui si basano le condizioni istituzionali della coesistenza pacifica tra gli uomini, può divenire il luogo dell'orrore? (A.M.)

Xavier Tiliette, Du mal, pp. 667-681.

Josef Schmidt, Das Böse im deutschen Idealismus, pp. 791-817.

58 (2002), 2

João Vila-Chã, Política & sociedade: A questão das Origens, pp. 219-222.

Acílio da Silva Estanqueiro Rocha, Filosofia e Ideia de Europa: Cosmopotolismo e Paz no “Iluminismo”, pp. 223-254.

Fin dalle origini della filosofia il tema della pace è una delle maggiori questioni con cui l'umanità si è confrontata. Il presente saggio si propone di mostrare come in alcune opere più significative del pensiero moderno – quelle tese a ricercare le cause della guerra e le vie di una “pace universale” – emerga un legame profondo tra questi ideali di pace universale e la necessità di una Unione Europea. (A.M.)

Jean-Claude Eslin, L'Au-delà dans la vie de la cité: Le rôle politique des peines de l'enfer d'après Hannah Arendt. Essai d'interprétation, pp. 255-269.

Secondo la Arendt, nulla separa l'epoca attuale da quelle precedenti quanto l'eliminazione al XVIII sec. della vita pubblica intorno della credenza del Giudizio Universale. Occorrerebbe valutare le conseguenze politiche di tale scomparsa. (A.M.)

John Milbank, The Last of the Last: Theology, Authority and Democracy, pp. 271-298.

Reyes Mate, La justicia de las víctimas, pp. 299-318.

Per Adorno, è necessario ricordare Auschwitz affinché mai più si ripeta. Questo invito diviene un imperativo categorico. Le vittime tuttavia corrono il rischio di diventare oggetto di riflessione morale per le future generazioni. Va bene ricordare il passato perché non si ripeta, ma - si chiede l'autore del saggio - è tutto questo sufficiente per dare giustizia alla vittime? Secondo l'autore, occorre invece dare vita a una riflessione politica in grado di salvaguardare il diritto “attuale” delle vittime alla felicità. (A.M.)

Anthony W. Bartlett, The Swerve of Desire: Epicurus, Econonics and Violence, pp. 319-332.

Paul Dumouchel, Hobbes, Contractarians and Scepticism, pp. 333-345.

L'autore muove da una osservazione di Richard Tuck (1993) contenuta in Philosophy and Government 1572-1651 circa le relazione tra scetticismo del Rinascimento e la teoria prima del contratto sociale. L'articolo difende l'idea che la differenza fondamentale tra contratto sociale e contrattualismo contemporaneo risieda nel concetto di ragione. Confrontando Hobbes e Rawls, risulta che il primo rifiuta teorie soggettive della ragione e concepisce il contratto come pre-condizione dell'esercizio individuale della ragione. Questo dovrebbe consentire di evitare le critiche scettiche o relativistiche e considerare la politica come fonte autonoma di norme. (A.M.)

Sérgio Luís Persch, A questão do Pacto na teoria política de Spinoza, pp. 347-357.

L'articolo prende in esame il ruolo dato da Spinoza al concetto di patto all'interno della filosofia politica. Fondato sui fondamenti di una comunità del diritto naturale e nel desiderio di autoconservazione, Spinoza considera il patto come attitudine provvisoria per impedire la manifestazione di conflitti della stato naturale. Quest'ultimo è una condizione di impotenza, perciò il patto non significa passaggio di poteri. Il patto origina la società, ma non è causa del potere di uno stato civile. Il potere dello stato si basa sul desiderio di autoconservazione degli individui che lo compongono, dimodoché diritto civile e diritto naturale si realizzano assieme nello stato. (A.M.)

Wolfgang Palaver, Sakrales, Königtum, Todesstrafe, Krieg: Der Ursprung politischer Institutionen aus der Sicht der mimetischen Theorie René Girards, pp. 359-378.

Lídia Figueireido, O pensamento político de Hannah Arendt. Una revolução copernicana?, pp. 379-400.

Nell'incontro annuale dell'Associazione Americana di Scienze politiche (1960) Hannah Arendt presenta la comunicazione dal titolo "Action and the 'Pursuit of Happiness'". Questo scritto espone gli elementi essenziali del pensiero politico della Arendt. Il proposito arendtiano è quello di realizzare in campo politico una sorta di rivoluzione copernicana di tipo kantiano. Secondo l'autrice dell'articolo, questo proposito è stato messo in atto con successo. (A.M.)



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Il Bollettino telematico di filosofia politica è ospitato presso il Dipartimento di Scienze della politica della Facoltà di Scienze politiche dell'università di Pisa, e in mirror presso www.philosophica.org/bfp/

A cura di:
Brunella Casalini
Emanuela Ceva
Dino Costantini
Nico De Federicis
Corrado Del Bo'
Francesca Di Donato
Angelo Marocco
Maria Chiara Pievatolo

Progetto web
di Maria Chiara Pievatolo


Periodico elettronico
codice ISSN 1591-4305
Inizio pubblicazione on line:
2000

Il settore "Riviste" è curato da Brunella Casalini, Emanuela Ceva, Corrado Del Bo' e Francesca Di Donato.
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