Bollettino telematico di filosofia politica
Il labirinto della cattedrale di Chartres
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Ultimo aggiornamento 12 gennaio 2004

La Rivista del Manifesto


La rivista è presente sul web ed è raggiungibile cliccando qui. Le schede offerte dal BFP sono di Salvatore Lucchese.

Ecco le schedature del BFP

4 (2002), 24

Gianni Ferrara, Legislazione di guerra, pp. 8-11.

L'autore ritiene che la 'guerra permanente', lungi dal determinare la crisi dello Stato, segni, invece, il riemergere del modello hobbesiano della sovranità, in base al quale il riconoscimento e la pratica delle libertà vengono sacrificati sull'altare della garanzia delle sicurezze. (S.L.)

4 (2002) 25

Fausto Bertinotti, Le tentazioni dell'ortodossia, pp. 54-58.

L'autore, in polemica con la lettura ortodossa dell'opera di Marx, ne propone un'interpretazione critica, a partire dalla quale evidenzia le caratteristiche precipue dell'attuale fase di sviluppo del capitalismo. (S.L.)

4 (2002), 26

Gianni Ferrara, Verso la Costituzione europea? Un'ambiguità non risolta, pp.29-36.

L'autore evidenzia l'ambiguità irrisolta dell'attuale processo costituente europeo: la mancanza di un demos e, conseguentemente, di un potere costituente radicato nella sua matrice ideale, politica ed umana. (S.L.)

4 (2002), 27

Rina Gagliardi, La rifondazione di Rifondazione, pp.59-61.

L'autrice sostiene che lo Stato-nazione conosce “un declino irreversibile delle sue funzioni e dei suoi poteri, così come essi si sono manifestati nella seconda metà del '900”(p.60).
La Gagliardi giustifica la sua tesi sulla base dell'osservazione di alcuni processi in atto, quali: 1) la drastica riduzione dell'intervento dello Stato nell'economia; 2) il ruolo centrale svolto dalle nuove istituzioni globali (Fmi, Banca mondiale, Wto); 3) il configurarsi della guerra permanente; 4) le pratiche di decentramento, che erodono dal basso poteri importanti e peculiari dello Stato centrale e, di contro, la nascita di Unioni federali o confederali che ne minano dall'alto competenze e funzioni.

4 (2002), 29

Raniero La Valle, Un nuovo pacifismo, pp.30-34.

L'autore ripensa le pratiche e le finalità del movimento pacifista a partire da un'attenta analisi critica della “nuova guerra”, che, a suo parere, nell'attuale fase storica, non si configura più come la gestione violenta dei conflitti, ma, al contrario, si presenta come lo strumento attraverso il quale vengono instaurati gli antagonismi, per perpetuare un sistema socio-politico intrinsecamente violento. Pertanto, rispetto ad essa, il compito del movimento pacifista non consiste nel “bonificare il mezzo (la violenza), ma nel rovesciare il fine (perpetuare la violenza) e perciò di toglierne di mezzo lo strumento (il conflitto)” (p.30). (S.L.)

4 (2002), 29

Alberto Burgio, Due anime di Porto Alegre?, pp.36-40.

L'autore, analizzando criticamente le tesi di Michel Hardt sul movimento no-global, sostiene che la centralità dello Stato-nazione è confermata da: 1) l'accrescimento delle capacità di decisione degli Stati più potenti; 2) l'intensificazione delle politiche di potenza e dei colpi di Stato; 3) l'adozione di politiche protezionistiche; 4) l'espandersi e l'acutizzarsi delle lotte di liberazione nazionale. Pertanto, secondo Burgio, il confronto tra le due anime del movimento no-globale, quella 'sovranista' da un lato e quella 'mondialista' dall'altro, può far sì che “ 'il movimento dei movimenti' possa scoprirsi persuaso che gli Stati contino ancora qualcosa e che, insieme ad essi, continui ad esistere persino l'imperialismo” (p.40). (S.L.)

4 (2002), 29

Guido Liguori, Lo Stato non è morto, pp.57-62.

Liguori intende mostrare la centralità dello Stato-nazione, attraverso una puntuale disamina critica delle tesi di coloro che ne sostengono il “declino irreversibile delle sue funzioni e dei suoi poteri” (p. 57). (S.L.)

4 (2002), 30

Enzo Mingione, Fabio Quassoli, La sindrome securitaria, pp.45-48.

Gli autori, richiamandosi agli studi di Bauman e Dal Lago, intendono mostrare come la difesa dalla precarietà e dall'incertezza venga risolta e dissolta nella richiesta di difesa dell'incolumità, a sua volta alimentata dal dibattito politico-mediatico. (S.L.)

4 (2002), 30

Enrico Pugliese, Come si costruisce l'intolleranza, pp.48-55.

L'autore, attraverso l'analisi del caso olandese, intende mostrare come la paura del diverso, diffusa tra i cittadini, venga alimentata ed ingigantita dai politici sia con informazioni false e tendenziose, sia con la produzione di argomenti tesi a giustificare la xenofobia. (S.L.)

4 (2002), 30

Rossana Rossanda, Pacifismo: il nodo politico, pp.74-78.

L'autrice individua il limite del movimento pacifista nella sua impostazione esclusivamente morale, che non l'ha mai indotto a “fare i conti con le forze in campo nel 'politico'”(p. 78), minandone, così, la capacità d'incisione delle sue lotte sulle scelte governative. (S.L.)

4 (2002), 31

Samir Amin, Il capitalismo senile, pp.5-15.

L'autore, in polemica sia con i fautori del pensiero neoliberale sia con gli esponenti della sinistra radicale postmoderna, analizza l'attuale fase storica, cogliendone le possibilità che offrirebbe per un mondo migliore, ma, allo stesso tempo, evidenziando anche la logica permanente dell'assetto capitalistico che volge queste occasioni al peggio. (S.L.)

IV (2002), 32

Gianni Ferrara, Più o meno Europa. Ma quanta democrazia? pp. 42-46.

L'autore, esaminando i lavori della Convenzione europea per la revisione dei modi di produzione delle regole di convivenza dei popoli europei, ne denuncia il deficit democratico, sia per la mancanza di un mandato popolare, sia per l'assenza di un dibattito che coinvolga e, allo stesso tempo, contribuisca a formare un'opinione pubblica europea. (S.L.)

Danilo Zolo, Contro l'universalismo imperiale. Secessione per la pace, pp. 47-52.

L'autore, confrontandosi con le posizioni di Raniero la Valle, ne ribalta radicalmente la prospettiva; sostenendo che la “grande novità dell'ultimo decennio (…) è la tendenziale identificazione del mondo sotto l'egemonia imperiale degli Stati Uniti e non (…) la 'rottura dell'unità del mondo'” (p. 50). Pertanto, Zolo si fa promotore di un 'pacifismo secessionista', che abbia come obiettivo la critica della prospettiva di un governo imperiale del mondo, a cui deve essere contrapposto l'impegno per la costruzione di una società democratica e pluralistica. (S.L.)

5 (2003), 35

Rossana Rossanda, Terrorismo, terrorismi, pp. 47-50.

All'indomani dell'attentato alle Twin Towers “il terrorismo politico, che pareva in diminuzione, torna a salire a fine secolo e all'inizio del nuovo millennio” (p. 47). Partendo da questa constatazione, Rossana Rossanda – dopo avere tracciato un profilo sintetico sia della storia sia del concetto di terrorismo – si sofferma sull'attuale definizione del fenomeno, evidenziando come “dopo l'11 settembre la definizione di terrorismo si capovolge, allarga e si involve nelle contraddizioni” (p. 48). Infatti, non è dichiarata terrorista solo al Queda insieme alle persone, le organizzazioni e gli Stati che l'aiutano, ma anche quegli Stati che, senza esserne complici, produrrebbero armi di sterminio di massa. Inoltre, il concetto diviene maggiormente ambiguo quando il termine è accompagnato da attributi quali islamico e/o internazionale. L'ambiguità della definizione da un lato riflette ed alimenta la costruzione dello stato d'emergenza, dall'altro rafforza i processi sottesi ai fondamentalismi e allo “scontro tra civiltà”. (S.L.)

Judith Butler, Modello Guantanamo, pp. 51-60.

Sulla base dell'analisi del modello di Guantanamo, l'autrice sostiene che “in nome di un allarme dettato da ragioni di sicurezza e dall'emergenze nazionale, siamo davanti ad una vera propria sospensione del diritto nelle sue forme nazionali e internazionali. E insieme con la sospensione del diritto emerge un nuovo modo di esercitare la sovranità dello Stato, che si realizza al di fuori della legge” (p. 51). A ciò è sotteso un processo di riduzione di particolari persone e/o popolazioni ad uno stato animale, che le esclude dal godimento dei diritti nazionali ed internazionali. Si pone allora il problema di “ripensare l'umano”, in modo da svelare e da espungere gli schemi etnici, razziali e religiosi attraverso i quali viene solitamente definito, per ridefinirlo sulla base del riconoscimento dell'eterogeneità dei valori umani. In sostanza, secondo l'autrice “un compito continuo dei diritti umani [consta nel] rielaborare l'umano quando la loro presunta universalità non ha campo d'azione universale” (p. 59). (S.L.)

5 (2003), 36

Luigi Ferrajoli, L'ONU, pp. 8-12.

L'autore sostiene che uno degli effetti più gravi della guerra è il crollo del diritto internazionale con la conseguente regressione delle relazioni internazionali allo stato di natura. La riabilitazione dell'edificio giuridico eretto con l'istituzione dell'ONU potrà essere garantita solo dalla rinuncia delle potenze occidentali al loro ruolo incontrastato di dominio economico, politico e militare. (S.L.)


5 (2003), 37

Luigi Ferrajoli, La democrazia è senza capi, pp. 34-37.

L'autore coglie i due fattori fondamentali della crisi del sistema democratico rappresentativo italiano nella promozione di un modello di democrazia plebiscitaria e nel conflitto d'interessi. Il pericolo della deriva plebiscitaria risiede nell'esaltazione del governo del capo “sacralizzato come rappresentante organico […] di tutto il popolo” (p. 35). Una concezione questa che si basa su un assunto ideologico: la visione del popolo come unità organica, di cui il capo dello Stato sarebbe artefice e strumento. Il conflitto d'interessi, invece, mina il principio democratico della rappresentanza sia da un punto di vista giuridico sia da un punto di vista politico. Sul piano giuridico è in palese contraddizione con i principi generali del diritto e con alcune norme specifiche del Codice civile e di quello penale. Da un punto di vista politico il conflitto d'interessi mina alla base la distinzione tra sfera pubblica e sfera privata, sulla quale è stato eretto lo Stato politico rappresentativo. (S.L.)

5 (2003), 38

Alberto Burgio, Attacco allo Stato di diritto, pp. 38-49.

L'autore, attraverso un attento riscontro fattuale, evidenzia il nesso tra lotta - interna ed internazionale - contro il terrorismo e l'offensiva scatenata da alcuni governi “contro il sistema di diritti e garanzie costituzionali nel quale risiede l'essenza dello Stato democratico” (p. 46). Burgio conclude il suo articolo rivendicando l'esigenza di comprendere gli attuali processi di militarizzazione delle società occidentali sullo sfondo dello scenario geo-politico, in cui, a suo parere, l'asse centrale dei conflitti che permarrà nel XXI secolo sarà ancora quello tra Est ed Ovest. (S.L.)

5 (2003), 41

Antonio Cantaro, Europa: Costituzione senza demos, pp. 28-36.

Richiamandosi alla lezione di F, Chabod, l'autore evidenzia i limiti dell'operato della Convenzione di Bruxelles. Infatti, egli ritiene che “se l'Europa vuol diventare un'entità politica dotata di una propria costituzione, non può più immaginare se stessa solo come Occidente, ma deve cominciare a pensarsi come uno spazio geografico, politico e culturale distinto da altri spazi” (p. 29). Il prolungamento dell'attuale “sospensione della sovranità” non farebbe altro che ridurre l'Europa ad “una semplice identità geografica senza alcuna identità”. (p. 33). (S.L.)

5 (2003) 42

Mario Agostinelli, Principi di Carta, leggi bronzee, pp. 40-43.

L'autore individua la causa del deficit di democrazia delle istituzione europee nel deficit sociale del processo costituente europeo. In questo modo, “se non si interviene a questo livello, si sottovaluta la portata reale della fase che attraversano la società e la politica europea e si permette che la 'voglia di Europa' venga cinicamente utilizzata per spegnere la sua potenziale alterità al processo di globalizzazione” (p. 43). (S. L.)

5 (2003) 44

Gianni Ferrara, Il mercato costituente, pp. 30-34.

Il Progetto di Costituzione europea, lungi dall'essere il risultato di un serrato dibattito politico espressione delle istanze dei cittadini, non fa altro che riproporre e ratificare le norme dei diversi Trattati. In questo modo si sottraggono le politiche dell'Unione alla valutazione dei cittadini e delle istituzioni, che, non potendo deciderle, devono limitarsi ad attuarle e ad eseguirle. (S. L.)

5 (2003) 45

Alberto Burgio, La Costituzione sospesa, pp. 26-34.

L'autore analizza e denuncia i processi striscianti, attualmente in atto in Italia, d'abrogazione del nostro dettato costituzionale, inquadrandoli nella tendenza di lungo periodo che in tutta l'Europa sta consolidando povertà, precarietà e frattura sociale. I sentimenti d'insicurezza generati da tali politiche potrebbero alimentare una deriva populista ed autoritaria della politica, se la sinistra non porrà di nuovo al centro del dibattito e del suo programma politico i temi della giustizia distributiva e del rapporto tra sfera pubblica ed interessi privati. (S. L.)


Come collaborare | Ricerche locali
Il Bollettino telematico di filosofia politica è ospitato presso il Dipartimento di Scienze della politica della Facoltà di Scienze politiche dell'università di Pisa, e in mirror presso www.philosophica.org/bfp/

A cura di:
Brunella Casalini
Emanuela Ceva
Dino Costantini
Nico De Federicis
Corrado Del Bo'
Francesca Di Donato
Angelo Marocco
Maria Chiara Pievatolo

Progetto web
di Maria Chiara Pievatolo


Periodico elettronico
codice ISSN 1591-4305
Inizio pubblicazione on line:
2000

Il settore "Riviste" curato da Brunella Casalini, Emanuela Ceva, Corrado Del Bo' e Francesca Di Donato.
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