Bollettino telematico di filosofia politica
Il labirinto della cattedrale di Chartres
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Ultimo aggiornamento 14 aprile 2003

Tópicos. Revista de filosofía de Santa Fe


La rivista non è presente sul web. Le schede offerte dal BFP sono di Angelo Marocco.

Ecco le schedature del BFP

10 (2002)


Chantal Mouffe, Carl Schmitt y la paradoja de la democracia liberal, pp. 5-25.

Perché leggere oggi Carl Schmitt? La sua concezione conserva ancora un qualche valore nella nostra era “post-politica”? Hanno i democratici liberali qualcosa da imparare dalla sua critica al liberalismo? Continua a essere rilevante la sua teoria della sovranità in un mondo sempre più globalizzato? Queste sono alcune delle domande alle quali Chantal Mouffe intende rispondere nel presente saggio. In particolare, si prende in considerazione la critica di Schmitt alla democrazia liberale. Per dimostrare la pertinenza e l'attualità della posizione di Schmitt, l'autrice sviluppa una riflessione su due temi centrali nella teoria politica: le frontiere della cittadinanza e la natura del consenso democratico liberale. (A.M.)

Cristina Micieli, El pesimismo antropológico y la teoría del estado en Hobbes y Schmitt, pp. 93-120.

Per Hobbes, tratto fondamentale della natura umana è l'egoismo. Questo si traduce in isolamento dell'individuo o attitudine all'ostilità contro tutti. Ciò che spinge l'uomo a unirsi ad altri uomini in una società stabile e fortemente organizzata non è la benevolenza, ma il timore reciproco del male inevitabile che minaccia continuamente l'individuo nello stato di natura. Anche per Schmitt il conflitto politico e la guerra risultano inevitabili. Emerge con chiarezza quindi il suo giudizio morale circa la relazione necessaria tra guerra, politica e natura umana. Schmitt ritiene che l'unica maniera per comprendere seriamente il fenomeno politico sia quello di affermare la coessenzialità del male nella natura umana. Se la sfera del politico si trova condizionata dalla possibilità dell'inimicizia, allora le idee e le concezioni politiche non possono avere come punto di inizio l'ottimismo antropologico. Ne consegue che il pessimismo antropologico, come per Hobbes, è in fondo il fondamento anche della teoria dello stato in Schmitt. (A.M.)

Julio De Zan, Decir que no, pp. 137-150.

Mirta Giacaglia, Hegemonía. Concepto clave para pensar la política, pp. 151-159.

In un'epoca caratterizzata dall'incertezza, l'insicurezza e dalla mancanza di protezione, la teoria dell'egemonia - elaborata da Gramsci e riformulata da E. Laclau e Ch. Mouffe - costituisce un punto nodale del pensare la politica. Questa categoria nasce come risposta a una crisi che mette in questione le concezioni tradizionali che tentano di spiegare la contingenza delle forme storiche concrete. La società non va però intesa come uno spazio chiuso, ma come una struttura aperta, risultato di articolazioni pratiche che organizzano e costituiscono le relazioni sociali. (A.M.)



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Il Bollettino telematico di filosofia politica è ospitato presso il Dipartimento di Scienze della politica della Facoltà di Scienze politiche dell'università di Pisa, e in mirror presso www.philosophica.org/bfp/

A cura di:
Brunella Casalini
Emanuela Ceva
Dino Costantini
Nico De Federicis
Corrado Del Bo'
Francesca Di Donato
Angelo Marocco
Maria Chiara Pievatolo

Progetto web
di Maria Chiara Pievatolo


Periodico elettronico
codice ISSN 1591-4305
Inizio pubblicazione on line:
2000

Il settore "Riviste" curato da Brunella Casalini, Emanuela Ceva, Corrado Del Bo' e Francesca Di Donato.
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