Bollettino telematico di filosofia politica
Il labirinto della cattedrale di Chartres
bfp
Articoli | Riviste | Recensioni | Bibliografie | Lezioni | Notizie | Collegamenti
Home > Riviste
Ultimo aggiornamento 29 ottobre 2000
Utilitas

Utilitas


La rivista ha un sito web con l'indice dell'ultimo numero, e qualche informazione utile per autori e abbonati. Le schede presenti sul BFP sono opera di Paolo Sommaggio.

Ecco le schedature del BFP

8 (1996), 1
G. Williams, The Greek origins of J.S. Mill's Happiness, pp. 5-15.
Un'indagine sulla possibile individuazione di influenze classiche nel pensiero di J.S. Mill. L'autore indaga il retroterra culturale e gli studi di Mill, per concludere che la particolare formula del suo utilitarismo si sviluppa dal concetto classico di eudaimonia.
Kyriacos Demetriou, The Development of Platonic Studies in Britain and the Role of Utilitarians, pp. 15-39.
T. Raffaelli, Utilitarian Premises and the Evolutionary Framework of Marshall's Economics, pp. 89-109.
In questo articolo l'autore sottolinea l'originalità della concezione etica di A. Marshall, notando come essa sia strutturalmente legata  alle sue teorie economiche tanto da risultarne indisgiungibile. Dopo una breve panoramica storica sugli atteggiamenti degli economisti coevi, sino a concentrarsi sul confronto Marshall-Pareto, l'autore dà conto degli studi psicologici compiuti da Marshall, non approfonditi con sufficiente serietà, e pressoché sconosciuti sino alla loro recente riscoperta.

8 (1996), 2
R. Audi, The Morality and Utility of Organ Transplantation, pp. 141-159.
Il trapianto d'organi comporta il ricorso ad una tecnologia che pone seri problemi etici, sia sul piano costi-benefici, sia dal punto di vista di un possibile, pressochè infinito, rinnovarsi della vita organica. Con che diritto si è legittimati a vendere i propri organi? Chi si definisce propriamente un "donatore", cosa si deve intendere con "consenso informato" (espressione chiave nelle maggiori legislazioni che trattano di questo fenomeno)? Questi i punti di interesse toccati dall'articolo, che si chiude con una visione logicamente valida ma non certo rassicurante. Teoricamente infatti è legittimo prevedere forme di trapianto encefalico o addirittura forme di innesto che potrebbero arrivare a porre in discussione il concetto stesso di persona umana. Problemi che devono, secondo l'autore, essere valutati oggi, per permetterci di affrontare ad armi pari quella tecnologia che non attende le nostre risposte. (P.S.)
D.W. Haslet, On Life, Death, and Abortion, pp. 159-191.
P. Schofield, Bentham on the Identification of Interests, pp. 223-235.
E' noto e comunemente poco contestato che Bentham, nella sua teoria sul diritto costituzionale, trasformi l'opposizione di interessi tra sovrano e sudditi in una identificazione, di fatto, artificiale. L'autore riprende e commenta la tesi benthamiana secondo la quale ogni desiderio del sovrano di sacrificare l'interesse generale al proprio tornaconto deve essere annientato; solamente così il suo vero interesse, che deve coincidere con quello generale, può venire a determinarsi concretamente.
J. Skorupski, Neutral versus Relative: A Reply to Broome, and McNaughton and Rawling, pp. 235-249.

8 (1996), 3
S. Caney, Impartiality and Liberal Neutrality, pp. 273-295.
A. Mason, Justice, Contestability, and Conceptions of the Good, pp. 295-307.
L'autore analizza il testo di B. Barry, Justice as Impartiality. Esso mostra sotto nuova luce le teorie sulla giustizia; afferma infatti come si possa formulare l'idea che i principi innegabili in materia di imparzialità siano quelli non rifiutabili ragionevolmente da alcuno. Essi sarebbero quindi in grado di formare oggetto di prescrizioni, ai fini di un impianto di natura costituzionale. L'autore, di contro, afferma come anche i principi di giustizia sono tanto contestabili quanto relativi.
J. Horton, The Good, the Bad and the Impartial, pp. 307-329.
P.J. Kelly, Taking Utilitarianism Seriously, pp. 341-357.

9 (1997), 1
S.W. Holtman, Kant's Penal Theory Reinterpreted, pp.3-21
Secondo l'autore è impossibile comprendere appieno la teoria kantiana della pena senza porsi nell'ottica della sua concezione della giustizia, intesa come parte di una idea più generale che lega libertà, autonomia ed eguaglianza. La teoria retribuzionista kantiana è, secondo l'autore, legata in modo indissolubile alle circostanze sociali ed economiche più di quanto non si creda. L'autore sottolinea la centralità di questo tema al fine di una generale riforma dei sistemi di reclusione.
F. Rosen, Utilitarianism and the Punishment of the Innocent: The Origins of a False Doctrine, pp.23-37
Negli scritti degli Idealisti Britannici l'Utilitarismo ha sempre sofferto del “peccato d'origine” di essere l'assertore della funzione deterrente della pena. In realtà questo è uno degli elementi di novità che l'Utilitarismo ha apportato alle giustificazioni della potestà punitiva. Non il solo.
R. Small, Ressentiment, Revenge, and Punishment: Origins of the Nietzschean Critique, pp. 39-58
Il pensiero di Nietzsche circa l'idea di giustizia e di pena ha esplorato i motivi e le forze che si nascondevano dietro i concetti morali e le istituzioni sociali. L'autore ricostruisce, grazie alla testimonianza dei rapporti tra Nietzsche ed altri scrittori della sua epoca (Dühring e Rée) il suo rifiuto dei presupposti comuni tanto al Retribuzionismo quanto all'Utilitarismo.
P. Pettit, Republican Theory and Criminal Punishment, pp. 59-79

9 (1997), 2
G.I. Molivas, The Influence of Utilitarianism on Natural Rights Doctrines, pp.183-202
L'autore mostra come le differenze tra l'Utilitarismo e le teorie dei diritti naturali siano state meno nette nel diciottesimo secolo che nel ventesimo. Ciò è sostenibile con riferimento alla critica che J. Tucker riserva all'opera di J. Locke. Essa infatti si basa sulla sottile ma costante distinzione tra la concezione dei diritti umani intesi come patrimonio dell'individuo ed il concetto di bene pubblico.
K. Kappel, Equality, Priority, and Time, pp. 203-225
M. Qizilbash, Well-being and Despair: Dante's Ugolino, pp. 227- 240
La vicenda di Ugolino della Gherardesca, così come riportata nella Divina Commedia, offre lo spunto all'autore per porre a confronto tra delle maggiori teorie sulla qualità della vita. Esse sono: la teoria di A. Sen e M. Nussbaum, la teoria della “lista” dei desideri e quella del valore “prudenziale” di J.Griffin. L'autore giunge a definire la teoria di Griffin come la migliore, ma soprattutto la più adeguata, ad un caso come quello del famoso Conte.

9 (1997), 3
K. Green, The Passions and the Imagination in Wollstonecraft's Theory of Moral Judgement, pp.271-290
Secondo l'autore Mary Wollstonecraft è da considerarsi un'esponente del pensiero cognitivista in quanto pone alla base del giudizio etico la ragione. Tale impressione è confermata dal fatto che la Wollstonecraft crede nell'esistenza di una verità etica e tende verso le ragioni del soggettivismo. L'articolo chiarisce il modello di interazione tra emozione e ragione comparandolo con quelli di Rousseau, Godwin, Price e Smith. L'originalità della posizione della Wollstonecraft consiste nell'aver compreso il ruolo primario della immaginazione all'interno del ragionamento etico.
T. Mulgan, A Non-proportional Hybrid Moral Theory, pp. 291-306
L'autore presenta una obiezione alla teoria morale di Scheffler e più in generale alla prospettiva consequenzialista. La linea seguita dall'articolo consiste nel proporre una serie di esempi di relazioni tra valori, costi e ragioni non proporzionali.
R.E. Barnes, Constraint Games and the Orthodox Theory of Rationality, pp. 329-349
Teorie dei giochi e teorie morali sono impegnate a ricostruire una formula per gestire le azioni orientate nella direzione del futuro e la cooperazione tra i soggetti umani. Secondo l'autore grazie ad una serie di esperimenti basati su giochi ipotetici sarebbero avvantaggiati, a parità di condizioni, coloro che regolano il loro agire sui precetti del razionalismo ortodosso.


Come collaborare | Ricerche locali
Il Bollettino telematico di filosofia politica è ospitato presso il Dipartimento di Scienze della politica della Facoltà di Scienze politiche dell'università di Pisa, e in mirror presso www.philosophica.org/bfp/

A cura di:
Brunella Casalini
Emanuela Ceva
Dino Costantini
Nico De Federicis
Corrado Del Bo'
Francesca Di Donato
Angelo Marocco
Maria Chiara Pievatolo

Progetto web
di Maria Chiara Pievatolo


Periodico elettronico
codice ISSN 1591-4305
Inizio pubblicazione on line:
2000

Il settore "Riviste" curato da Brunella Casalini, Emanuela Ceva, Corrado Del Bo' e Francesca Di Donato.
Chi volesse segnalare riviste non incluse nell'elenco o siti web di riviste già segnalate può scrivere a Corrado Del Bo'.