Bollettino telematico di filosofia politica
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Ultimo aggiornamento 16 settembre 2003

La filosofia politica di Kant
Una bibliografia essenziale


Opere di Kant

L'opera di Kant è stata raccolta nell'edizione critica a cura dell'Accademia Prussiana delle Scienze di Berlino, nel corso di un lungo lavoro di edizione che è andato dagli anni novanta dell'ottocento agli anni venti del novecento. I risultati dell'edizione sono nelle Kants Gesammelte Schriften.

Dopo le edizioni di inizio novecento, contenenti le opere a stampa e l'epistolario, l'edizione critica di Kant è stata arricchita con la pubblicazione di nuovi volumi, contenenti il lascito manoscritto (Nachlass) e i corsi di lezioni (Vorlesungen).

La struttura della Akademieausgabe è stata riprodotta alla pagina:
http://www.uni-marburg.de/kant/webseitn/gt_home1.htm del sito web del Kant Archiv.

La filosofia politica

Lo studio della filosofia politica di Kant costituisce un interesse relativamente recente della Kant Forschung internazionale. Non che gli studiosi kantiani non si fossero accorti del ruolo che nella filosofia pratica del filosofo veniva ad esercitare l'universo politico, ma una lettura di questi temi in una prospettiva peculiarmente filosofico-politica è stata una acquisizione successiva rispetto a quanto è avvenuto per la filosofia teoretica, morale o del diritto. Anche se la mole maggiore degli studi su una vera e propria filosofia politica kantiana è stata prodotta nella seconda metà del novecento, tuttavia si possono segnalare alcuni lavori miliari sul cosmopolitismo kantiano, una teoria che alla fine interpreta l'elemento caratteristico della sua filosofia della politica.

Tra i lavori compresi nel periodo che muove dalla seconda metà del XIX e che si conclude nella prima metà del XX secolo, si pu˛ segnalare il saggio di Karl Vorländer (Vorländer, 1919).

Per quanto riguarda l'interpretazione propria dei filosofi delle scuole neokantiane, essi lessero autonomamente la prospettiva filosofico-politica di Kant nell'ambito della propria riflessione teorica. Così ad esempio ha fatto Hermann Cohen, nel suo scritto sulla Religione della ragione dalle fonti dell'ebraismo, interpretando la prospettiva politica del filosofo di Königsberg in accordo con una apertura al sionismo e ad un socialismo democratico.

H. Cohen, Religion der Vernunft aus den Quellen des Judentums, in Werke, Bd. 11, Georg Olms, Hildesheim, 2000 (trad. it. a cura di A. Poma, Religione della ragione dalle fonti dell'ebraismo, Milano, San Paolo, 1994)

H. Cohen, Kants Begründung der Ethik, in Werke, Bd. 2, Georg Olms, Hildesheim, 2001 (trad. it. a cura di G. Gigliotti, La fondazione kantiana dell'etica, Lecce, Milella, 1983)

Sulla via di Cohen, il più illustre dei neokantiani, Ernst Cassirer, ha voluto identificare una prospettiva di filosofia politica in base alla quale interpretare l'eredità del kantismo nel mondo contemporaneo. Nel volume Il mito dello stato (1945), Cassirer interpreta Kant da un lato sulla linea del platonismo (come aveva fatto un altro dei neokantiani marburghesi, Paul Natorp), e dall'altro sulla linea del giusnaturalismo moderno. In tal modo, l'insegnamento politico kantiano comporta la negazione di ogni pretesa di assolutizzazione mitica della politica (e del suo rappresentante nella modernità che è lo stato nazionale), per risolversi invece in quello stesso "primato della pratica", che secondo Cassirer è caratteristico dell'intera età dell'illuminismo, e che deve essere condotto all'insegna di un atteggiamento morale che si risolve in una etica della responsabilità.

Un discorso a parte andrebbe fatto per la lettura della filosofia politica di Kant all'interno del marxismo. Dagli studiosi marxisti il tema cosmopolitico è stato ora tradotto all'interno della logica propria al materialismo storico e trasformato in una dottrina precorritrice dell'internazionalismo socialista, ora avversato come una forma utopica non in grado di concedere il giusto rilievo alla realtà dei fenomeni sociali. In questa sede non sarà approfondito nessuno di questi due aspetti, in quanto il marxismo costituisce una scuola di pensiero che muove da presupposti teorici autonomi rispetto a quelli propri della filosofia kantiana.

Infine, si deve dare brevemente cenno sulla questione della recezione degli scritti politici di Kant da parte dei suoi contemporanei. Dopo i notevoli progressi della ricerca storica e storico-critica sull'età che va da Kant a Hegel, maturati nel corso degli ultimi quattro decenni, questo argomento non può più essere trattato nell'ottica di uno studio bibliografico, ma deve'essere invece trattato come un autonomo indirizzo di ricerca che coinvolge Kant e la sua epoca storica. Di grande importanza in questo cambiamento di indirizzo sono stati i lavori di Dieter Henrich (Henrich, 1967 ss.).
Gli scritti politici di Kant ebbero diverse recensioni, e nel dibattito politico della Germania dell'epoca furono recepiti come un documento a difesa della rivoluzione francese. Tuttavia, la ricchezza filosofica e la compelssità sistematica fanno di quegli scritti dei documenti che attestano una specifica concezione filosofico-politica, e non un semplice dibattito politico sull'evento rivoluzionario.


Il tema della Öffentlichkeit

Il tema della pubblicità (Öffentlichkeit o anche Publizität) nella filosofia politica di Kant rimanda ad un dibattito propriamente novecentesco com'è quello sul problema della comunicazione. È possibile identificare tuttavia due distinte vie attraverso le quali questo tema può essere sviluppato.

La prima rimanda all'interpretazione della società come contesto interazionale e comunicativo, seguendo la prospettiva inaugurata da Jürgen Habermas nella sua Teoria dell'agire comunicativo (1981). Ad una tale prospettiva si associa una concezione deliberativa della democrazia politica. Quest'ultima va riferita a sua volta ad un più ampio dibattito che coinvolge la riflessione filosofico-politica contemporanea, nel quale s'inserisce a pieno titolo, all'interno della tradizione della filosofia analitica, la famiglia delle teorie politiche normative. Su questa base, John Rawls ha fatto riferimento alla pubblicità kantiana come ad una prima concezione della "sfera pubblica", la quale identifica la comunità dei 'parlanti' che hanno per oggetto il discorso sulla politica, e che sono posti all'interno del gioco delle decisioni che a quella competono.

La seconda strada che può essere percorsa a partire dalla riflessione inaugurata da Kant è quella che fa della dimensione politica una sfera identificabile a partire dal concetto di diritto. In quanto sfera che riguarda l'esercizio della libertà esterna, a quest'ultimo compete una propria fondamentale pubblicità. Per questa ragione il compimento del diritto è dato dal diritto pubblico, il quale sancisce in modo perentorio l'effettività di quella pubblicità che rappresenta nient'altro che un modo di manifestazione della libertà degli uomini. Kant esprime questa concezione affermando che essa può essere espressa facendo ricorso ad una formulazione 'trascendentale'. Infatti, nella Appendice (Anhang) alla Pace perpetua, egli formula due princìpi trascendentali del diritto pubblico.
Assieme al tema del cosmopolitismo, lo sviluppo della concezione della pubblicità rappresenta uno dei motivi di maggior interesse per la comprensione del valore della filosofia politica di Kant nel nostro tempo.

Biografie e Letteratura

Le biografie kantiane maggiormente riconosciute sono le seguenti:

Karl Rosenkranz, Geschichte der Kant'schen Philosophie, in Immanuel Kant's Sämtliche Werke, hrsg. v. K. Rosenkranz u. F.W. Schubert, Bd. 12, Leipzig 1840

Karl Rosenkranz, Kant in Karl von Rotteck u. Karl Theodor Welcker, Staats-Lexikon oder Encyclopädie der Staatswissenschaften, Altona, Hammerich, 1834-1843 (1. Auflage), 184X (3. Auflage)

Ernst Cassirer, Kants Leben und Lehre, Berlin, Cassirer, 1918 & 1921 (ripubblicato nel Bd. 8 della Hamburger Ausgabe; trad. it. di G.A. De Toni, Firenze, La Nuova Italia, 1977 e ss.)

Karl Vorländer, Immanuel Kant: der Mann und das Werk, Leipzig, Felix Meiner, 1924

Manfred Kühn, Kant : a biography, Cambridge, Cambridge University Press, 2001

Anche gli studi su Kant rappresentano una mole considerevole dell'intera letteratura filosofica degli ultimi due secoli. Dare un conto di tutti i titoli è un'impresa difficile; per questa ragione sono presenti sul mercato editoriale pubblicazioni specializzate che raccolgono volta per volta le principali annate bibliografiche.

Una buona fonte, che sfrutta la capacità propria del web, è l'archivio on line del Kant-Archiv, cui si è aggiunto il materiale frutto degli sforzi di alcuni studiosi kantiani: tra questi segnaliamo la Kant-Bibliographie pubblicata da Manfred Kühn presso il sito dell'Università di Marburg. In italiano, si consulti la bibliografia a cura di Piero Giordanetti nel progetto dell'UniversitÓ di Milano Immanuel Kant in Italia.

Lessici e strumenti

Il lessico kantiano di riferimento è il ricchissimo Kant-Index, edito a cura di Norbert Hinske.
Sono disponibili anche alcuni lessici in rete.

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Il Bollettino telematico di filosofia politica è ospitato presso il Dipartimento di Scienze della politica della Facoltà di Scienze politiche dell'università di Pisa, e in mirror presso www.philosophica.org/bfp/

A cura di:
Brunella Casalini
Emanuela Ceva
Dino Costantini
Nico De Federicis
Corrado Del Bo'
Francesca Di Donato
Angelo Marocco
Maria Chiara Pievatolo

Progetto web
di Maria Chiara Pievatolo


Periodico elettronico
codice ISSN 1591-4305
Inizio pubblicazione on line:
2000

Il settore "Bibliografie" è curato da Nico De Federicis