Europa - Europe

Speciale Europa

Bollettino telematico di filosofia politica   
Ultimo aggiornamento 9 settembre 2002
La filosofia politica e l'Unione Europea


Questi primi anni d'inizio secolo saranno ricordati come date importanti nella storia europea. Dopo la proclamazione della Carta dei diritti fondamentali dei cittadini dell'Unione (Nizza, 7 dicembre 2000), che nei modi e nello spirito intendeva ripercorrere quelle stesse dichiarazioni universali dei diritti che erano state poste a fondamento delle grandi costituzioni repubblicane del secolo XVIII, l'Europa ha salutato l'introduzione della moneta unica (1 gennaio 2001) e convocato la Convenzione per la riforma dei Trattati, incaricata di preparare la bozza di una costituzione. Al di là delle luci e delle ombre che investono il processo di federazione dei popoli europei, è possibile affermare che siamo di fronte a uno dei maggiori eventi della storia politica dell'età moderna. Non è retorico ricordare che, per la prima volta nella storia, popoli e stati che hanno sviluppato la propria vita politica all'insegna di una ostilità permanente (effettiva o potenziale), hanno deciso di consegnarsi a un corpo politico unitario. Infatti, per quanto il dibattito sulla reale natura della forma-stato dell'Unione sia ancóra aperto e tutt'altro che vicino alla propria soluzione, si può asserire senza pericolo di smentita che, dopo questi grandi eventi che abbiamo indicato, la forma politica dell'Europa ha acquistato in misura sempre maggiore la natura unitaria del vincolo politico; in breve, si potrebbe concludere che è stato infine passato il Rubicone che separa una semplice organizzazione internazionale da un soggetto politico effettivo, il quale si distingue per il fatto di fare riferimento a una tipologia di diritto pubblico di natura 'interna'.

Nonostante il significato politico indubbio della trasformazione dell'Europa, attraverso una progressiva istituzionalizzazione, da continente di nazioni a unione di stati nazionali, resta tuttavia difficile trarre da questo evento un significato filosofico definito. Forse gli eventi sono troppo vicini cronologicamente e non hanno ancóra lasciato modo alle premesse materiali e spirituali di trasformarsi in forme di vita, di produrre significati culturali riconoscibili. Oppure si tratta della difficoltà posta dai materiali tipici di quel soggetto, che sembrano essere lontani e impenetrabili a una riflessione di carattere filosofico - almeno se consideriamo il termine come portatore di un significato peculiare all'interno della cerchia delle scienze della cultura. La domanda più pertinente riguarderebbe allora non la rilevanza filosofico-politica dell'unificazione europea, quanto la possibilità per la filosofia di pronunciarsi su questo evento; vale a dire, se esso sia davvero filosoficamente significativo.

Queste domande coinvolgono temi vastissimi e di portata così generale che, naturalmente, sarebbe assurdo voler soltanto accennare in questa sede. Tuttavia, la questione ci appare qualcosa di più che una mera provocazione intellettuale. Infatti, da un lato non è affatto scontato che da ogni evento storico possa essere tratto un significato per la filosofia, dall'altro, più semplicemente, si potrebbe asserire che un tale evento, in realtà non acquista quel significato solo perché non sarebbe per nulla 'notevole', non apporterebbe alcun contributo nuovo al panorama teorico della politica, ma sarebbe al contrario interamente concettualizzabile all'interno di un quadro teoretico già definito. Per fare accenno al nostro argomento, questo discorso porterebbe allora ad affermare che la trasformazione dell'Europa in unione federale, sebbene dal punto di vista politico sia un evento di grandissimo rilievo, dal punto di vista filosofico non farebbe che ripercorrere figure ben note (quella ad esempio della statualità, oppure dell'affermazione dell'universalità del diritto), le quali sono state già ampiamente studiate, dogmatizzate e poste in un sistema di dottrina dalla riflessione filosofico-giuridica e filosofico-politica a partire dall'età delle rivoluzioni. Infine, si potrebbe aggiungere che - per quanto 'politicamente' determinante - il semplice evento che ha condotto a tali esiti e a tali trasformazioni, vale a dire il fatto del mercato unico, sia come tale un elemento di assoluto disinteresse per la filosofia, o almeno per una filosofia che non voglia farsi mera interprete dei fenomeni materiali.

Come si vede, i problemi sono molti e molto complessi. È per questa ragione che, anche nel dibattito intercorso tra gli autori più affermati, abbiamo assistito al ripercorrere un tale groviglio di questioni e di difficoltà. Alla fine, possiamo dire che, almeno in questa primissima fase, all'interno dei contributi teorici sul tema sia prevalsa la discussione più squisitamente 'tecnica', sia essa quella di giuristi, sia essa quella di esperti di scienza politica o di analisti delle istituzioni. Costoro, hanno tentato di dare anche un apporto più generale, che andasse oltre il contributo (sebbene non meno necessario e proficuo) proprio delle loro specifiche competenze positive. Lungo questa strada si sono aggiunti alcuni intellettuali, che invece hanno provato ad analizzare il fenomeno sotto un profilo più direttamente 'teoretico' e 'universale'. In questa schiera si sono posti anche i filosofi politici, di vocazione o di mestiere, i cui contributi sono stati affiancati a quelli di storici contemporanei e di storici delle idee politiche. L'argomento dominante è divenuto allora quello relativo alla natura della nuova comunità politica europea, comunità sovranazionale per definizione, e politica per necessità. In questo senso, il riferimento più diretto è stato proposto al tema, quasi egemonico nella disciplina tra gli anni ottanta e gli anni novanta, dell'identità politica: una discussione che, per ironia della sorte, nasce niente affatto europea ma piuttosto nordamericana, soprattutto in riguardo alle categorie filosofiche che in essa sono state impiegate.

Una seconda linea interpretativa che ha caratterizzato la riflessione filosofico-politica nel proprio accostamento al tema dell'Unione Europea è stata quella relativa al tema della sovranità. Esempi di un tale orietamento, sono i recenti interventi di Biagio De Giovanni, che si collocano all'interno di una produzione della quale possono essere rappresentativi i volumi meno recenti di Danilo Zolo: Cosmopolis (Milano, Feltrinelli, 1995) e di Luigi Ferrajoli: La sovranità nel mondo moderno (Roma-Bari, Laterza, 19972). Argomento che per sua stessa natura tende a collocarsi al centro della discussione della disciplina, la questione della sovranità è stata segnata dalle esperienze dei grandi filosofi del diritto del novecento, quali Kelsen, Schmitt fino a Norberto Bobbio. Pertanto, non stupisce affatto che dinanzi a un fenomeno nuovo com'è quello dell'unificazione europea si sia inteso ripartire proprio da questo punto, ponendo sotto l'obiettivo argomentazioni che, nei contenuti e nelle forme, tanto ricercano una più che mai discussa "fine della sovranità", quanto impiegano soluzioni nuove per interpretare quel soggetto politico fondamentale che è lo stato. In tal modo, l'universalismo dei cosiddetti globalizers (siano essi di orientamento favorevole o contrario alla statualità), che prospettano una forma di oltrepassamento della stagione della sovranità nazionale, si contrappone al particolarismo dei sostenitori dell'attualità della funzione svolta dallo stato nazionale. I fautori della centralità dello stato contestano il fatto che siamo di fronte a una svolta, come fanno autori quali Anthony Giddens e John Dunn.

Infine, un altro tema rilevante per la filosofia politica è quello della democrazia. Naturalmente, quest'ultimo è strettamente legato a quello della sovranità, ma non ne è logicamente dipendente. Nasce e si sviluppa in tal modo quello stesso dibattito sulla "non democraticità" del processo d'integrazione, che ha già coinvolto interpreti illustri, e che finora è stato quello che ci ha dato i contributi più numerosi. È significativo il fatto che una tale questione abbia riscontrato ampio interesse all'interno della cultura anglosassone: personaggi come Joseph Weiler o Larry Siedentop (dei quali si riporta il pensiero nei volumi recensiti tra le nostre Letture) hanno sollevato un dibattito che a ragione può essere definito autenticamente 'internazionale'. A difesa delle istituzioni europee si sono schierati non solo i 'tecnocrati', ma anche giuristi e uomini politici come Giuliano Amato, Joschka Fischer, Pat Cox e Romano Prodi. L'atteggiamento di profonda avversione per le modalità in cui si sta compiendo il processo d'integrazione è stato respinto anche dagli studiosi di politica internazionale, tradizionalmente poco inclini alle 'speculazioni' e, al contrario, sempre ispirati da un atteggiamento di profondo pragmatismo. Così Andrew Moravcsik ha risposto duramente al libro di Siedentop sulle pagine dei "Foreign Affairs", e altri, come Luigi Bonanate e Sergio Romano si sono sempre impegnati per ridimensionare la portata di queste critiche.

Come il lettore potrà vedere da questa breve presentazione, i temi sono molti ma la fluidità della ricerca è massima. Allora, non ci si dovrà stupire del fatto che, con molta probabilità, tra qualche anno gli studiosi si troveranno di fronte un quadro che potrebbe essere notevolmente mutato, anche in forme radicali e inaspettate. Potremmo restare indifferenti su alcune questioni che oggi ci paiono primarie, e invece collocare il centro del dibattito da tutt'altra parte. Di conseguenza, per il momento non possiamo che limitarci ad aprire degli scorci, a suggerire dei semplici percorsi di lettura a chi, tra i cultori di filosofia politica, è interessato ad approfondire il tema della nuova forma di stato dell'Europa. Naturalmente, i volumi che presentiamo in recensione non sono che una selezione molto esigua dell'intera mole sull'argomento. Come sempre, il profilo dei lavori è stato scelto tra quelli di produzione direttamente filosofico-politica o filosofico-giuridica, ovvero d'interesse rilevante per queste discipline. Questo non toglie che, qualora se ne presentasse l'occasione (anche per invito esplicito o indiretto degli autori interessati), a questi possano aggiungersi nuovi testi, anche di carattere più specialistico. Tutto ciò non può che rafforzare il nostro proposito di conferire alla pagina speciale un carattere di constante apertura, com'è inevitabile anche per la natura dell'argomento che oggi abbiamo scelto.

Riferimenti in rete

Una costituzione per l'Europa: intervista a Jürgen Habermas
http://www.caffeeuropa.it/attualita/112attualita-habermas.html

Una terza via per l'Unione Europea?: uno scritto di Anthony Giddens
http://www.globaldimensions.net/articles/Giddens/Giddens1.htm

La sovranità in Europa: un intervento di Biagio De Giovanni su Italianieuropei
http://www.italianieuropei.it/rivista/documenti/dettaglio.asp?id_doc=86

Verso la Costituzione europea?: uno Speciale Europa sul Forum dei Quaderni costituzionali
http://www2.unife.it/forumcostituzionale/index.html

Jürgen Habermas, Why Europe Needs a Constitution
http://www.newleftreview.net/NLR24501.shtml

Joseph H.H. Weiler, The state "über alles". Demos, Telos and the German Maastricht Decision ^
http://www.jeanmonnetprogram.org/papers/95/9506ind.html

Joseph H.H. Weiler, The Jurisprudence of Human Rights in The European Union
http://www.jeanmonnetprogram.org/papers/96/9602.html

Francesca Bignami, The Administrative State in a Separation of Powers Constitution: Lessons for European Community Rulemaking from the United States
http://www.jeanmonnetprogram.org/papers/99/990501.html

Klaus von Beyme, Fischers Griff Nach Einer Europäischen Verfassung
http://www.jeanmonnetprogram.org/papers/00/00f0201.html

Joseph H.H. Weiler, Federalism and Constitutionalism: Europe's Sonderweg
http://www.jeanmonnetprogram.org/papers/00/001001.html

Philippe C. Schmitter, What is there to legitimize in the European Union... and how might this be accomplished?
http://www.jeanmonnetprogram.org/papers/01/011401.html

The Jean Monnet Working Papers


Nico De Federicis
Letture

Larry Siedentop
La democrazia in Europa
Recensione di N. De Federicis
Nota al testo di Nico De Federicis.

Vittorio Mathieu
Le radici classiche dell'Europa
Recensione di M. Ronzoni

Enrico Scoditti
La costituzione senza popolo
Recensione di E. Guidi

Anna Loretoni (a cura di)
Interviste sull'Europa
Interviste a Richard Bellamy, Furio Cerutti, Daniel J. Elazar, Mario Telò, e Joseph H.H. Weiler.
Recensione di V. Sorrentino

Bollettino telematico di filosofia politica
Il Bollettino telematico di filosofia politica è ospitato presso il Dipartimento di Scienze della politica della Facoltà di Scienze politiche dell'università di Pisa, e in mirror presso www.philosophica.org/bfp/



A cura di:
Brunella Casalini
Emanuela Ceva
Dino Costantini
Nico De Federicis
Corrado Del Bo'
Francesca Di Donato
Angelo Marocco
Maria Chiara Pievatolo

Progetto web
di Maria Chiara Pievatolo


Periodico elettronico
codice ISSN 1591-4305
Inizio pubblicazione on line:
2000

Il settore recensioni/speciali è curato da Brunella Casalini, Nico De Federicis, Angelo Marocco e Maria Chiara Pievatolo.